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Novità a Pompei: visita al Termopolio della Regio V

Grandi novità per il Parco Archeologico di Pompei: a partire dal 12 agosto 2021 sarà possibile la visita al Termopolio della Regio V. Venerdì 6 agosto si è svolta la presentazione a cura del Direttore Generale dei Musei, Massimo Osanna, Direttore Scientifico del Parco nel periodo in cui sono stati condotti gli scavi. Presente anche l’attuale Direttore Generale, Gabriel Zuchtriegel, al termine dei lavori di restauro e valorizzazione che hanno consentito di renderlo fruibile, in sicurezza, al pubblico.

“La scoperta, avvenuta nell’ambito di un sistematico intervento di messa in sicurezza dei fronti di scavo, al fine di prevenire la minaccia del dissesto idrogeologico sulle strutture già in luce, ha costituito una occasione unica di ricerca interdisciplinare che ha portato a nuove acquisizioni sulla dieta e sulla vita quotidiana dei pompeiani. Un ringraziamento a tutto il team che ha contribuito alla straordinaria scoperta, alle successive ricerche e al bel progetto di fruizione.”
Massimo Osanna – Direttore Generale dei Musei

Massimo Osanna e Gabriel Zuchtriegel in visita al Termopolio – Parco Archeologico di Pompei ©

Una scoperta incredibile

L’antica tavola calda di Pompei era stata portata alla luce durante gli ultimi scavi in un’area della città antica, porzione della Regio V. Il locale è ubicato nello slargo all’incrocio tra il vicolo delle Nozze d’argento e il vicolo dei Balconi. Nonostante il territorio pompeiano vanti almeno una ottantina di termopoli, fra cui ricordiamo quello di Asellina, quello della Regio V si distingue per la decorazione del bancone: la Nereide a cavallo di un ippocampo e alcuni animali probabilmente preparati e venduti proprio nel locale, sono protagonisti di questi incredibili dipinti.

Già indagato, almeno in parte, nel 2019 nell’ambito degli interventi del Grande Progetto Pompei per la messa in sicurezza e consolidamento dei fronti di scavo storici, nel 2020 è stato deciso un ulteriore intervento finalizzato al completamento dello scavo, al restauro degli ambienti e degli apparati decorativi presenti. Sempre in virtù della conservazione è stata realizzata una nuova copertura lignea a protezione del bancone dipinto, oltre al rifacimento dell’antico meniano (balcone) a sbalzo, su cui è stata collocata parte dell’originaria pavimentazione in cocciopesto.

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Dettagli del bancone – Parco Archeologico di Pompei – Ph. Luigi Spina ©

“L’apertura del thermopolium si pone in piena continuità con l’approccio adottato dal Grande Progetto Pompei sotto la direzione di Massimo Osanna, che ringrazio insieme a tutta la squadra per il lavoro eccezionale che è stato svolto. Si tratta di un approccio integrato tra conservazione, ricerca e fruizione, che con l’apertura al pubblico giunge al suo compimento, mentre stiamo lavorando sulla progettazione del restauro della casa di Orione e della casa del Giardino. Il progetto di scavo e restauro del thermopolium, che è partito da esigenze di tutela e di messa in sicurezza dei fronti di scavo, ha portato a scoperte straordinarie che ci aiutano a comprendere meglio anche i circa ottanta thermopolia già noti a Pompei. Con le visite accompagnate alle case ancora da restaurare vogliamo sensibilizzare il pubblico per il fatto che Pompei è un grande cantiere dove ricerca, conservazione e restauro continuano sulla base dell’innovazione e della collaborazione con importanti enti di ricerca nazionali e internazionali.”
Gabriel Zuchtriegel – Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei

Non solo il Termopolio

Contestualmente alla visita del Termopolio saranno previste visite straordinarie anche al cantiere della Casa di Orione e della Casa del Giardino, ove sono tutt’ora in corso i lavori di sistemazione in vista degli interventi definitivi di restauro e coperture propedeutici all’apertura permanente dell’intera area. Entrambe le dimore, che vantano straordinarie decorazioni, sono emerse e sono state messe in sicurezza nel corso degli scavi della Regio V del Grande Progetto Pompei.

La casa di Orione prende nome dal mosaico pavimentale presente in un ambiente della domus, e raffigurante una tra le più raffinate e inedite iconografie rinvenute a Pompei, quella del mito di Orione. La scena rappresenta il catasterismo dell’eroe Orione, ovvero la sua trasformazione in costellazione, e denota un notevole livello culturale e probabili rapporti del proprietario con il mondo mediterraneo orientale, da cui  potrebbero provenire. La dimora, era stata già intercettata nel corso degli scavi ottocenteschi, tra il 1891 e il 1893 e nel 2017 è stata interamente portata in luce. Presenta una struttura con atrio centrale, circondata da stanze decorate con pregiate pitture in I stile e mosaici pavimentali. Al momento dell’eruzione del 79 d.C. l’abitazione era in corso di ristrutturazione. Gli scavi attuali hanno consentito di individuare diversi cunicoli, praticati in passato prima degli scavi ufficiali, allo scopo di recuperare oggetti preziosi, che hanno purtroppo compromesso in più punti la struttura della casa.

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Mosaico della Casa di Orione – Parco Archeologico di Pompei ©

La Casa del Giardino, cosiddetta per la presenza di un giardino con portico affrescato, è nota per il rinvenimento dell’iscrizione a carboncino che cambia la data dell’eruzione. L’iscrizione infatti recita: 

“XVI (ante) K(alendas) Nov(embres) in[d]ulsit pro masumis esurit[ioni]”
“Il 17 ottobre lui indulse al cibo in modo smodato”

Sul portico affaccia la bella sala delle megalografie, raffiguranti in un riquadro Venere con una figura maschile, Paride o forse Adone, e  Eros, e in un altro Venere in atto di pescare, assieme a Eros. Sempre nello stesso ambiente è presente un raffinatissimo ritratto femminile, probabilmente la domina. Sull’atrio si affaccia la stanza degli scheletri, dove sono stati ritrovati i resti di una decina di individui che qui si rifugiarono nel vano tentativo di salvarsi, e i cui resti sono oggetto di studio e analisi del DNA. In alcuni ambienti di servizio, invece, è stata ritrovata una cassetta in legno contenente monili femminili e amuleti contro la malasorte, probabilmente appartenenti ad una delle vittime rinvenute nella casa e oggi esposti nell’Antiquarium di Pompei.

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L’iscirizione di carboncino dell’atrio 5 – Parco Archeologico di Pompei ©

Come organizzare la visita

Sul sito web del Parco Archeologico di Pompei sono indicate tutte le informazioni necessarie per organizzare la visita al Termopolio.

Le visite saranno previste tutti i giorni, dalle ore 16:00 alle ore 19:00, con ultimo ingresso previsto per le ore 18:30. L’accesso è previsto ogni 20 minuti, per gruppi di massimo 5 persone per volta, ovviamente accompagnati da personale del Parco. L’ingresso sarà posto in via di Nola e l’uscita nel vicolo delle Nozze d’argento.

 L’accesso gratuito è fino ad esaurimento disponibilità, la prenotazione non è obbligatori ma consigliata, tramite il portale TicketOne (il costo della prenotazione on-line è pari a 1,50€).

Una breve visita virtuale al Termopolio

Il Parco Archeologico di Pompei ha messo a disposizione sul suo canale YouTube, un breve video in cui è possibile la visita virtuale dei locali del Termopolio.

Bibliografia

📄 Comunicato stampa del Parco Archeologico di Pompei

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a cura di

Martina Tapinassi

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