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“Vedo cose meravigliose”: la scoperta della Tomba KV62

Nell’autunno 1917 finalmente Howard Carter cominciò i suoi scavi, tanto a lungo attesi, all’interno della Valle dei Re. Decise di scavare nel triangolo di terreno che si formava tra le Tombe di Ramesse IV, Merenptah e Ramesse II, perché in quell’area si erano concentrati gli indizi su Tutankhamon. Non sapeva che di li a poco si sarebbe imbattuto nella scoperta della Tomba KV62.

Lo sgombero delle antiche baracche

Tutta quella zona era ricoperta di detriti che vennero tolti in quella prima stagione di scavo, fino a giungere ai piedi della Tomba di Ramesse VI. Qui vennero scoperte delle baracche ancora integre che erano state utilizzate come alloggiamento per gli operai che qui avevano lavorato. La cosa che sorprese Carter era che poggiavano su uno strato di ciottoli silicei e questo indicava la vicinanza di una tomba. Per non disturbare i visitatori della Tomba di Ramesse VI vennero bloccati i lavori in quell’area che vennero ripresi solo nell’autunno di due anni dopo con lo sgombero dei detriti nella parte del triangolo di terreno che Carter intendeva esplorare per cercare la Tomba di Tutankhamon. Vennero rinvenute dalla squadra di scavo una decina di giare in alabastro che recavano incisi i cartigli di Merenptah e Ramesse II.

L’unica area che la squadra non aveva ancora sgombrato era quella dove ancora si trovavano le antiche baracche degli operai, ma era ormai giunta la fine della stagione di scavo, quindi Carter indirizzò i suoi scavatori verso la valle laterale dove si trovava la Tomba KV34 di Thutmose III e qui rimasero per le stagioni 1920-1921. Le intenzioni di Lord Carnarvon erano quelle di abbandonare gli scavi a causa delle ingenti spese sostenute fino ad allora, ma Carter lo convinse a dargli la possibilità di compiere l’opera di sgombero di tutta l’area all’interno del triangolo che lui riteneva il probabile luogo della Tomba di Tutankhamon.

Carter arrivò a Luxor il 28 Ottobre 1922 e subito si mise a cercare gli operai per formare la squadra di scavo. Quello che rimaneva da fare era demolire le antiche baracche degli operai che si trovavano ancora di fronte alla tomba di Ramesse VI, per scavare nel terreno sottostante. Una volta fatti i rilievi del caso, queste furono demolite.

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Dettaglio di una antica baracca con annessi forni di cottura – Ph. Harry Burton ©

L’importanza dell’acqua


L’acqua per gli Egiziani è sempre stata un elemento importante, tanto che storicamente nell’Antichità gli era stata tributato una divinità, associata al fiume Nilo: il dio Hapi. L’acqua diventa un elemento fondamentale anche nell’ambito della scoperta della Tomba KV62. Il 4 Novembre 1922, infatti, l’operaio addetto al trasporto delle giare d’acqua, che servivano a dissetare gli scavatori durante le ore di lavoro, ne posizionò alcune nel piazzale antistante la Tomba KV9 scavando una fossa nel terreno per tenerle in posizione verticale. Fu proprio facendo questo gesto che egli si imbatté in uno strato di pietra, che una volta spazzolato si rivelò essere un gradino tagliato nella roccia.

Carter fece così ripulire il restante dei gradini, che formavano una scalinata d’accesso e che lo condussero il giorno seguente alla porta sigillata con i cartigli della Necropoli Reale: vi erano raffigurati il dio Anubi e 9 prigionieri legati con le mani dietro la schiena. Compreso che si trattava di una tomba inviolata, salvo poi scoprire il contrario, egli inviò un telegramma a Lord Carnarvon:

“Fatto finalmente straordinaria scoperta nella Valle, magnifica tomba con sigillature intatte; ricoperto tutto fino a vostro arrivo; congratulazioni”.

Lord Carnarvon con la figlia Evelyn arrivarono a Luxor il 23 Novembre e finalmente il giorno seguente venne completamente ripulita dai detriti la scalinata composta dai 16 sedici gradini. La scalinata venne ricoperta da Carter in attesa dell’arrivo del finanziatore britannico e vennero messi per la prima volta in luci i cartigli che riportavano il nome di trono del Faraone Tutankhamon, Nebkheperure.

Ispezionando tutta la parete intonacata, Howard Carter, si rese conto che erano state fatte due aperture successivamente risigillate con il cartiglio di Anubi e dei 9 prigionieri e questo indicava che questo sito era stato violato. Egli era però cosciente del fatto, che trovando una risigillatura con i cartigli della Necropoli Tebana, il presupposto era che il sepolcro non fosse completamente vuoto, poiché non avrebbero perso tempo a richiuderlo.

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Vista della scalinata di accesso alla KV62 – Ph. Harry Burton ©

I primi rinvenimenti

In quest’area Carter ritrovò diversi frammenti di oggetti che riportavano incisi i cartigli di:

  • Ankhkheperure Neferneferuaton, nome di trono assunto probabilmente dalla regina Nefertiti moglie di Akhenaton;
  • Akhenaton, conosciuto anche come Amenhotep IV, ovvero il padre di Tutankhamon;
  • Meritaton, figlia maggiore di Nefertiti ed Akhenaton;
  • Amenhotep III, nonno di Tutankhamon;
  • Tutankhamon stesso.


Questa mescolanza di nomi reali fece pensare di essere di fronte ad un deposito secondario o cachette (come la KV55 ritrovata da Davis nella Valle dei Re) e non ad una tomba reale. La mattina del 25 Novembre furono fotografate e annotate le varie impronte di sigillo presenti nell’intonaco che poi fu demolito, per lasciare intravedere un corridoio completamente riempito di pietre. Grazie alla differente colorazione e dimensione di quest’ultime, fu possibile rendersi conto delle parti successivamente riempite per richiudere l’accesso della KV62.

Durante la svuotatura del corridoio che continuò anche la mattina del 26 Novembre, la squadra rinvenne tra il pietrame, vari cocci, vasi dipinti e frammenti di giare in alabastro ma soprattutto una scultura in legno rappresentante la testa di Tutankhamon bambino (nelle vesti del dio Nefertum) che fuoriesce dal fiore di loto. Fu solo verso la metà del pomeriggio che si imbatterono nella seconda porta sigillata.

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Statua di Tutankhamon bambino della KV62 – StorieParallele ©

26 Novembre 1922, ore 16:00 circa: il momento era finalmente giunto!

Howard Carter in compagnia di Lord Carnarvon con la figlia Evelyn e Arthur Callander (architetto britannico che lavorò anche come Funzionario per le Ferrovie Egiziane) si ritrovarono nella penombra del corridoio davanti a quella porta sigillata che nascondeva chissà quale segreto. Venne così aperto un foro nel quale venne inserita una barra di ferro per capire se ci fosse spazio libero al di là: in effetti c’era.

Quello che Carter fece successivamente, fu di inserire una candela per poter guardare all’interno di quello spazio. Nel silenzio di quel momento fu Lord Carnarvon a parlare per primo per chiedere:

“Riesce a vedere qualcosa?”
“Si, cose meravigliose.”

Da qui cominciò la vera avventura dei due uomini che passarono alla storia come gli scopritori della Tomba di Tutankhamon. Fu Carter ad allargare il foro perché potessero guardarci in due grazie alla luce di una torcia elettrica. È impossibile immaginare le sensazioni che le 4 persone che si trovavano lì, abbiano provato nell’ammirare, in quel pomeriggio, tutte le meraviglie che si trovavano al di là di quel muro. Così come è difficile comprendere come apparvero ai loro occhi, nel buio della stanza, alla flebile luce di una candela. Nessuno mai prima di allora aveva trovato un così vario e gran numero di oggetti nello stesso luogo, nessuna Tomba era stata ritrovata colma come quella del Faraone Bambino.

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“Vedo cose meravigliose!” – Installazione della mostra “Tutankhamon viaggio verso l’eternità” – StorieParallele ©

Quello che Carter notò, dopo un po’ che sbirciava all’interno della stanza, fu che non c’era traccia di sarcofagi o mummie e nuovamente si chiese se quella fosse una sepoltura oppure no. Ma appena i suoi occhi si posarono sulle due statue che si trovavano sulla sua destra in fondo alla stanza, notò finalmente la presenza di una seconda porta sigillata. Quella che stava ammirando, quindi, era solo un’anticamera. Cosa avrebbe trovato oltre quel muro che le due statue sorvegliavano?

Era ormai tardi per proseguire oltre, così venne richiuso il foro nel muro e venne riposizionata la grata di legno fatta costruire su misura per chiudere l’accesso al luogo. Discussero fra loro fino a tarda notte su quello che avevano visto, sul fatto che quell’architettura non somigliava a nessun’altra nella Valle, su cosa nascondesse la seconda porta sigillata.
Il giorno seguente venne disposto un impianto elettrico adeguato che permettesse alla squadra di entrare all’interno dell’anticamera e così, ultimati i lavori, verso le 12:00 Carter, Lord Carnarvon con la figlia Evelyn e Callender tornarono al muro sigillato e procedettero con i vari rilievi prima di abbatterlo.

I 4 si ritrovarono nell’anticamera della KV62 e per la prima volta poterono cominciare ad osservare gli oggetti da vicino ma c’era una cosa che il giorno prima aveva attirato particolarmente la loro attenzione: la porta in mezzo alle due statue. Quando furono lì vicino si resero conto che qualcuno aveva già violato anche questa apertura perché, in basso, era visibile una “toppa” di intonaco fatta successivamente a tutto il resto. Avrebbero voluto immediatamente abbattere quel muro per rendersi conto di cosa c’era oltre e in quali condizioni fosse, sempre che qualcosa ci fosse. Ma quest’operazione avrebbe comportato, forse, il danneggiamento di alcuni oggetti presenti nell’anticamera, così decisero di proseguire con ordine e metodo alla catalogazione di tutto quello che questa prima stanza conteneva.

Mentre continuavano a guardare ogni singolo oggetto, di cui molti mai visti prima o di cui addirittura ne ignoravano l’uso, notarono un’apertura murata al di sotto di uno dei letti funerari. Anche qui i ladri avevano praticato un foro per introdursi all’interno della stanza successiva, che Carter poi chiamerà annesso. Quello che notarono all’interno, guardando attraverso l’apertura, fu un ammasso di oggetti sparpagliati in tutta la superficie, anche tirati fuori dalle varie casse presenti e che ricoprivano interamente il pavimento. Quello di cui tutti si resero conto era l’eccezionalità della scoperta che avevano fatto ma anche del fatto che non erano preparati a gestirla.

Dettaglio di parte del tesoro presente nell’anticamera della KV62 – Ph. Lynn Greyling ©

Dovevano programmare ogni singolo gesto che si sarebbe svolto dentro e fuori dalla tomba, dovevano procurarsi il materiale per proteggere ogni oggetto per il trasporto all’esterno, dovevano creare all’interno della Valle un laboratorio di “primo restauro” e dovevano catalogare, disegnare e fotografare tutto quanto era contenuto all’interno della Tomba.
La cosa più urgente, adesso che il clamore della scoperta si era sparso, era di proteggere dai curiosi e dai ladri quelle stanze sotterranee piene di meravigliosi oggetti.

L’apertura ufficiale della KV62, alla presenza delle varie autorità e di qualche giornalista, avvenne il 29 Novembre 1922 ma il 3 Dicembre l’apertura venne nuovamente sigillata con assi di legno e ricoperta di terra, questo per dar modo alla squadra di organizzarsi per l’inizio dei lavori. Carter dovette attendere il 16 Dicembre per poterla nuovamente riaprire e la prima cosa che fece, fu montare una grata di acciaio all’imbocco dell’anticamera per impedirne l’ingresso a sconosciuti o malintenzionati. Furono scattate le prime fotografie dell’anticamera e si disegnarono le piantine delle due stanze scoperte.

Fu solo il 27 Dicembre che il primo oggetto lasciò la Tomba KV62 per la prima volta dopo più di 3200 anni.

Guarda il nostro ApprofondimentoParallelo!

La Dott.ssa Clarissa Decembri, studentessa magistrale in Storia, in questo breve video ci parla di Howard Carter e della scoperta della Tomba KV62 in una location esclusiva: la mostra dedicata a Tutankhamon, allestita presso Palazzo Medici Riccardi di Firenze, di cui è curatrice!

Bibliografia

📖 ZAHI HAWASS, Tutankhamon: i tesori della tomba, Einaudi, 2018
📖 NICHOLAS REVEES, The complete Tutankhamun: the king, the tomb, the royal treasure,
📖 HOWARD CARTER, Tutankhamen, Garzanti, 1981
📷 The Griffith Institute. Tutankhamun Anatomy of an Excavation. The Howard Carter Archives, Photograph by Harry Burton ©

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a cura di

Clarissa Decembri

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