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Howard Carter: da disegnatore a grande archeologo

È sorprendente come un singolo avvenimento, per quanto unico ed eccezionale, possa rendere una persona da sconosciuta al mondo alla più famosa del suo tempo ed oltre. In questo articolo vi parleremo di Howard Carter, l’archeologo conosciuto per aver scoperto la Tomba del faraone Tutankhamon. Ma chi era?

Howard: la persona dietro il personaggio

Samuel John Carter divenne padre per l’undicesima volta il 9 maggio 1874, quando nacque il più piccolo dei suoi figli, a cui venne dato il nome di Howard. Egli decise di studiare per diventare pittore/illustratore per seguire le orme del padre, che lavorava per l’Illustrated London News come ritrattista (negli anni scrissero per la prestigiosa rivista anche Agatha Christie e Arthur Conan Doyle).

Howard imparò ad amare l’Egitto grazie all’amico di famiglia il barone William Amhurst Tyssen-Amherst che fu collezionista di opere d’arte e di antichi reperti. Fu però l’egittologo Percy Newberry a consigliare la famiglia Carter di mandare il giovane Howard, appena diplomato, in Egitto al seguito di campagne di scavo per disegnare ad acquerello i reperti e le tombe scoperte.

Nell’Ottobre 1891 egli giunse così per la prima volta nella Terra dei Faraoni ed ebbe la fortuna di conoscere Sir Flinders Petrie, un eminente archeologo britannico che si contraddistinse per la meticolosità e sistematicità di scavo. Egli infatti si occupò del sito di Stonehenge così come di importanti siti archeologici in Egitto e Palestina.

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Un primo piano di Sir Howard Carter – Ph. Harry Burton ©

L’inizio del sogno egiziano

Lavorando al seguito di Sir Petrie, Howard Carter iniziò a disegnare prima nei siti di Beni Hasam e Deir el-Bersha e poi anche negli scavi di Tell el-Amarna. Divenne, in quegli anni, membro della Egypt Exploration Society (EES) grazie alla quale potè collaborare come disegnatore, per circa sei anni, presso il Tempio Funerario di Hatshepsut a Deir el-Bahari.

Nel 1899, Gaston Maspero (egittologo francese che per primo studiò i Testi delle Piramidi di Saqqara e divenuto poi direttore del Servizio per le Antichità al Cairo), lo nominò Ispettore Generale dei Monumenti dell’Alto Egitto e questo lo portò ad interessarsi, più da vicino, della Necropoli Reale Tebana o Valle dei Re.

Nel 1904 Howard Carter venne trasferito nel sito di Saqqara ma per un disguido con dei turisti francesi venne allontanato, l’anno seguente, dalla sua carica. Nonostante ciò, egli continuò a vivere in Egitto ed ottenne dei lavori da Theodore Davis (fu avvocato ed egittologo americano e scoprì numerosi indizi su Tutankhamon nella Valle dei Re) riguardanti la registrazione degli oggetti della Tomba KV46 di Yuya e Tuya (bisnonni di Tutankhamon). Per vivere decentemente si mise anche a vendere i suoi acquerelli di scene dell’Egitto antico e moderno ai turisti.

Nel 1907 Lord Carnarvon (George Hebert, V Conte di Carnarvon, era un benestante britannico appassionato dell’Egitto e collezionista di oggetti antichi) si rivolse a Gaston Maspero perché, desideroso di intraprendere campagne archeologiche in Egitto, era in cerca di uno “scavatore”. Fu così che gli venne presentato il poco più che trentenne Howard Carter.

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Un primo piano di Lord Carnarvon – Ph. Harry Burton ©

I primi scavi nella Valle dei Re

Il loro progetto era quello, ovviamente, di scavare nella Valle dei Re, ma la concessione di scavo era a quel tempo appannaggio dell’egittologo Theodore Davis che, ormai convinto che la Necropoli Reale di Tebe Ovest fosse esaurita, stava scavando nei pressi del Tempio di Medinet Habu.

Gli anni che vanno dal 1907 al 1914 furono pieni di successi per la coppia Carter/Carnarvon che scoprirono varie tombe sia di nobili che di privati e due templi perduti della Regina Hatshepsut e di Ramesse IV nell’area Tebana. Dal 1912 scavarono poi in altri siti come Sakha, Dahshur e Tell el-Balamun.

Dal 1914 al 1922 Carter e Lord Carnarvon, lavorarono alla ripulitura della Tomba di Amenhotep III per scoprire che in realtà era stata costruita per Thutmose IV e la Regina Tiye (che vi fu sepolta). Si imbatterono, anche, nella Tomba mai utilizzata che Hatshepsut si era fatta costruire come moglie di Thutmose III.

Finalmente nel giugno 1914, arrivò il momento che tanto avevano atteso: riuscirono ad avere la concessione di scavo nella Valle dei Re, lasciata da Theodore Davis poco prima di morire. A causa della Prima Guerra Mondiale anche i lavori in Egitto dovettero fermarsi per attendere che la situazione si calmasse e fu solo nel 1917 che Carter poté cominciare gli scavi all’interno della Valle dei Re. Sia Theodore Davis che Gaston Maspero ritenevano, da anni, che fosse inutile continuare a scavare lì alla ricerca di nuove tombe, perché per loro la Valle era “ormai esaurita”.

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Veduta della Valle dei Re – Ph. Peter J. Bubenik ©

L’intuizione di Howard Carter

Howard Carter, esplorando la Valle, notò alcune zone ricoperte di detriti ammucchiati lì nel corso di precedenti scavi e questo lo incuriosì molto perché questo indicava che nessuno le aveva esplorate. Oltre a questo, egli era stato attirato da alcuni indizi, che lo portarono a convincersi che mancava all’appello la Tomba di Tutankhamon.

Nella stagione di scavo 1905-06 nella Valle dei Re, mentre lavorava per Theodore Davis, Edward Ayrton, archeologo ed egittologo inglese, scoprì quasi nascosta da una roccia, nei pressi della Tomba Privata KV48, una tazza in faience col cartiglio Nebkheperura (prenomen o Nome di Trono di Tutankhamon). Poco distante, all’interno di una piccola tomba a pozzo, venne da loro ritrovata una scatola lignea con residui di lamina dorata che riportava incisi i nomi del giovane faraone e quello della sua sposa. Fu così che Theodore Davis si convinse, sbagliando, di aver ritrovato la sepoltura del faraone Tutankhamon.

Un paio di anni dopo, sempre scavando vicino alla tomba a pozzo, Davis fece un’altra importante scoperta: alcuni vasi ancora sigillati in terracotta che recavano iscrizioni in ieratico. Una volta aperti mostrarono al loro interno frammenti di cocci, bende di lino e altro materiale che lo portò a disinteressarsene. Fu solo grazie agli accurati studi, negli anni seguenti alla loro scoperta, da parte di Herbert Winlock, archeologo ed egittologo americano, impiegato al Metropolitan Museum of Art di New York, che se ne comprese l’importanza. Quelle giare contenevano i resti della cerimonia funebre celebrata nei pressi della sua sepoltura all’interno della Valle dei Re. Si ricordano: scialli in lino, frammenti di vasellame decorati, collane floreali e tanti altri oggetti che recavano il nome di Tutankhamon.

Fu ancora Edward Ayrton a ritrovare, nel 1907, vicino alla Tomba di Ramesse IX (KV 6), la sepoltura/deposito KV55 con all’interno il sarcofago molto danneggiato (sia dalla damnatio memoriae che dalle infiltrazioni di acqua) contenente la mummia di Akhenaton (padre di Tutankhamon).

Quello che Theodore Davis aveva scoperto ma sottovalutato, portò invece Howard Carter a convincersi che Tutankhamon era sepolto lì nei dintorni dei luoghi in cui erano stati trovati questi indizi che recavano il suo nome. Decise così che lo avrebbe cercato.

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Dettagli della statua di Akhenaton – StorieParallele ©

Bibliografia

📖 ZAHI HAWASS, Tutankhamon: i tesori della tomba, Einaudi, 2018
📖 NICHOLAS REVEES, The complete Tutankhamun: the king, the tomb, the royal treasure,
📖 HOWARD CARTER, Tutankhamen, Garzanti, 1981
📷 The Griffith Institute. Tutankhamun Anatomy of an Excavation. The Howard Carter Archives, Photograph by Harry Burton ©

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a cura di

Clarissa Decembri

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