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Il Periodo Geometrico nell’Arte dell’Antica Grecia

Il Periodo Geometrico è convenzionalmente quello più antico in cui si trovano le prime forme di reperti e di arte. Viene chiamato geometrico per le sue caratteristiche forme rigide e stilizzate, che mostrano una capacità tecnica ancora in evoluzione e alle prime armi, che si concentra più sulla funzione che sulla bellezza, anche se capace di stupire per la loro complessità.

Questo periodo viene convenzionalmente diviso in 4 sottoperiodi non tanto per una necessità cronologica ma più per una necessità di catalogazione e di individuazione di un criterio evolutivo interno. Questi periodi sono:

  • stile protogeometrico (1050-900 a.C.);
  • stile geometrico antico (900-850 a.C.);
  • stile geometrico medio (850-760/750 a.C.);
  • stile geometrico tardo (760-750/700 a.C.).

La ceramica: il cratere n. 990

Dopo il collasso miceneo in questo periodo, Atene diviene il centro della ceramica e anche la maggior esportatrice arrivando fino a Corinzio, Delo e Rodi per citarne alcune. Un esempio esplicativo è il cratere n.990 custodito al Museo Archeologico Nazionale di Atene appartenente al Geometrico Tardo. Il cratere era un vaso alto che si usava per mescolare acqua e vino durante i simposi: in particolare questo esemplare presenta una dimensione di 1.23 m. Questo particolare cratere viene attribuito alla bottega del Dipylon, chiamata così per la sua posizione, vicino una delle porte della necropoli ateniese, e molto famosa e attiva intorno al 760 a.C. per circa una generazione. Da notare innanzitutto la straordinaria quantità di figure e dettagli ed il caratteristico stile geometrico con i suoi uomini, ed in questo caso anche animali, molto stilizzati e con una decorazione geometrica molto fitta.

Su questo cratere è rappresentato un episodio di ekphorà, cioè un corteo funebre, di forte ispirazione omerica; vediamo infatti il corpo del defunto che è trasportato su un carro funebre trainato da due cavalli in un corteo di uomini aristocratici insieme agli opliti ed ai loro carri che è probabilmente una allusione allo svolgimento di giochi funebri.

La scultura: bronzetti olimpici

Generalmente la scultura greca tradizionale iniziava nel VIII secolo a.C., ma ora dopo molte ricerche e grazie alle nuove tecnologie si può risalire fino all’ultimo quarto del X secolo a.C.

Molto prodotti e commerciati erano piccole statue di bronzo, argilla o avorio, raffiguranti esseri appartenenti alla mitologia come il Centauro di Lefkandi, risalente al periodo compreso tra il protogeometrico ed il geometrico antico. Il mercato più florido era però quello degli oggetti votivi destinati ai santuari e successivamente, nell’ VIII secolo a.C., con la nascita delle Olimpiadi, la vendita dei tripodi bronzei con le loro relative decorazioni.

Tra questa molto diversificata produzione negli anni prendiamo ad esempio il bronzetto raffigurante un conducente di carro e parte del carro custodito nel Museo dei Giochi Olimpici di Olimpia. Con questo bronzetto vediamo proprio la caratteristica produzione scultorea del periodo geometrico: di piccole dimensioni, con forme e linee molto marcate e squadrate e che rappresentavano generalmente aurighi, atleti, opliti o suonatori.

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Bronzetto – Museo dei Giochi Olimpici di Olimpia ©

Architettura: Heraion di Samo

Fin dal principio è la costruzione degli edifici sacri a cui i Greci dedicheranno le migliori risorse al contrario di abitazioni molto modeste che rispondevano esclusivamente ad un bisogno pratico. In questo periodo infatti si nota l’evoluzione di due differenti concezioni di edificio sacro: il megaron miceneo e l’oikos ionico.

Il megaron era un edificio rettangolare di forma allungata che terminava in un abside divisa al suo interno da due/tre navate; era la casa del signore e molto spesso ne diventava anche una tomba celebrativa. L’oikos invece era un modesto edificio quadrangolare che qualche volta aveva un abside, trovato in funzione di abitazione comune oppure di edificio sacro.

Vogliamo però prestare particolare attenzione all’Heraion di Samo, edifico sacro di forma rettangolare con l’entrata situata in un lato corto aperto in cui si trovavano anche tre colonne tra le ante. L’edificio era costruito in mattoni di argilla su una base di pietre squadrate con pilastri lignei che sostenevano il tetto e la statua molto probabilmente lignea della dea Era, da cui il nome , era situata su un piedistallo,leggermente fuori asse affinché la fila di pali centrali non ne oscurasse la vista, al lato opposto dell’entrata.

Da qui si intravede l’esigenza greca di ricerca di un canone architettonico che doveva servire al contenimento del culto della divinità e alla sua esaltazione che poi porterà alla nascita del meraviglioso tempio greco che tutti noi conosciamo.

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Ricostruzione 3D dell’Heraion di Samo – Keinmy ©

Bibliografia

📖 Giorgio Bejor, Marina Castoldi, Claudia Lamburgo - Arte Greca dal decimo al primo secolo a.C. - Mondadori Università, 2013

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a cura di

Bogdan Aurelio Chifor

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