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Crisi e rinascita del sistema monetario

Con il declino dell’Impero Romano si inaugura una stagione di profondi cambiamenti, che non investe solo la politica ma anche l’apparato economico dell’Europa e il suo sistema monetario.

Le dimensioni della crisi

Si assiste difatti ad una generalizzata diminuzione della domanda e dell’offerta dei beni, che tuttavia non possiamo tradurre in un ritorno ad un’economia di sussistenza. Il commercio era concentrato su assi di comunicazioni selezionati e trattava un numero ristretto di settori merceologici.

È corretto invece affermare che si assiste ad una minor circolazione di moneta, individuata come una delle concause del declino dell’economia urbana, di cui ne risentono soprattutto le città portuali.

È doveroso anche soffermarsi su un fenomeno sociale, le invasioni barbariche, e delle conseguenze in termini economici che ha comportato. La penetrazione di questi gruppi nomadi ha modificato il profilo demografico europeo, cambiando i connotati della distribuzione della popolazione.

Il ruolo del commercio

L’economia trova quindi il suo baricentro nella dimensione rurale: si potenziano i mercati locali, ove le contrattazioni avvenivano all’interno dei singoli conglomerati, e poi in seguito fra le curtes limitrofe. I prodotti trattati erano capi di bestiame, beni alimentari di prima necessità, attrezzi agricoli o beni artigianali di uso quotidiano. La moneta utilizzata negli scambi comuni era l’argento, il cui valore era approssimativamente un decimo di quello dell’oro.

Capitava più raramente che qualche negotiatores organizzasse una carovana per raggiungere piazze più lontane, come la Spagna musulmana, per il commercio degli schiavi. Ed è proprio l’incontro con gli Arabi, popolo vivace sia da un punto di vista culturale che economico, che il mondo cristiano instaura proficui rapporti commerciali. La prosperità economica del Califfato stimolò lo scambio, non solo di merci, ma anche di moneta: affianco alle monete bizantine, iniziarono a circolare anche i dinar arabi.

Il commercio a lunga distanza riguardava transazioni piuttosto rilevanti e l’unico mezzo di pagamento accettato era l’oro, sia che si presentasse sotto forma di moneta, sia che fosse lavorato in lingotti o gioielli. Tali scambi avvenivano con l’Oriente, ma anche con Africa e con i paesi del Nord scandinavo e baltico. Venivano importati prodotti pregiati che non erano molto comuni in Europa, come ad esempio seta, pellicce, spezie, avorio, perle e pietre preziose. Dall’Europa, principalmente Italia e Germania, venivano invece esportati olio, vino, miele, legname e metalli. Per non sostenere il costo elevato del trasporto via terra, veniva preferito il trasporto via mare e le vie fluviali navigabili. Tramite fiumi come il Po, il Rodano, il Reno, il Danubio e la Senna, i mercanti potevano raggiungere ogni angolo dell’Europa Continentale.

Il ruolo della moneta

Per quanto la crisi del sistema monetario abbia colpito l’Europa Medievale, non si assiste mai ad un ritorno al baratto come mezzo di scambio di beni. La moneta conserva la sua funzione di misura di valore: la capacità di acquisto dipendeva dall’effettiva quantità di metallo prezioso coniato.

Per una rinascita del sistema monetario occorrerà attendere l’avvento Carolingio. Il mercato richiedeva uno strumento di scambio univoco, sicuro ed efficiente. Un tentativo di rispondere a questa esigenza fu promosso da Carlo Magno quando, nel 794, dispose una imponente riforma monetaria. Tutte le zecche dell’impero ebbero l’ordine di coniare una moneta unica, il denarius novus. Questa moneta avrebbe dovuto contenere circa 1 grammo e mezzo di argento puro. Avrebbe dovuto, poiché le diverse zecche non riuscirono in realtà ad uniformarsi a questa unità di misura, creando così la necessità di parametrarne il cambio attraverso i cambiavalute.

La coniazione centralizzata perse presto di autorità: città e monasteri si arrogarono in diritto di coniazione. Col tempo vennero coniati anche multipli del denaro, che tuttavia non riuscirono ad ovviare alla ricorrente carenza di monete di piccolo taglio.

Bibliografia

📖 Storia della Civiltà Europea - vol. 15 Il Medioevo: Storia politica, economica e sociale - U. Eco - EM Publishers - 2017
📖 Storia Economica d'Europa - K. G. Persson - Maggioli Editore - 2014
📷 numisbids.com

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a cura di

Martina Tapinassi

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