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L’avvio degli scambi commerciali con l’estero

Il processo di sedentarizzazione, più evidente al Sud, fu accelerato dalla desertificazione delle savane: agricoltura e allevamento di animali addomesticati divennero quindi le principali fonti di approvvigionamento alimentare.

Gli insediamenti sorsero vicini l’uno all’altro, aumentando la densità di urbanizzazione della zona.

Di notevole rilevanza, nel periodo gerzeano o Naqada II, è la comparsa di contatti con i mondi stranieri. Di fatto, inizia una fase di scambi e commerci con numerose popolazioni periferiche.

Oggetto degli scambi, sia in entrata che in uscita, erano per lo più manufatti e materie prime di lusso: venivano esportate ceramiche in Palestina, mentre i sigilli cilindrici venivano acquistati dalla Mesopotamia, mentre città di Elam e Sumer giocavano un ruolo di intermediari nel commercio dei lapislazzuli afghani.

Bibliografia

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a cura di

Martina Tapinassi

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