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Il mito dei giorni supplementari

Il Calendario Vago dell’Antico Egitto aveva una durata inferiore rispetto all’anno solare, quantificabile in un quarto di giorno. Di conseguenza il Capodanno andava postergandosi di un giorno ogni quattro anni.

I giorni epagomeni, o supplementari, erano 5: venivano aggiunti alla fine dell’anno civile composta da 360 giorni affinchè la festività del wepet-renepet (assimilabile al nostro Capodanno) cadesse esattamente dopo un anno solare a quello precedente. Questo calendario, formulato a partire dalle conoscenze astronomiche e divenuto di natura civile, venne impiegato limitatamente agli usi amministrativi e per quantificare la durata del regno dei Faraoni.

All’origine di questi 5 giorni vi è il mito della Cosmogonia Eliopolitana, ovvero la Creazione del mondo ad Eliopoli, antica città del Basso Egitto in cui era venerato Atum. Esso, assunto il ruolo di demiurgo, diede vita ad una coppia di dei, Shu (aria) e Tefnut (acqua) che a loro volta generarono Nut (cielo) e Geb (terra). Atum pose come divieto che dall’unione Nut e di Geb nascessero figli “né in un mese, né in un anno”.

Thot, lo scriba degli Dèi, non contento di questo, sfidò il dio lunare Khonsu a Senet vincendo ben cinque giorni aggiuntivi. Aggiungendo questi giorni supplementari la dea Nut potè concepire i suoi cinque figli: Osiride, Horus, Seth, Iside e Nefti.

Successivamente furono fissati le seguenti date dedicate a queste divinità:
– 24/08 nascita di Osiride;
– 25/08 nascita di Horus;
– 26/08 nascita di Seth;
– 27/08 nascita di Iside;
– 28/08 nascita di Nefti.

Bibliografia

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a cura di

Martina Tapinassi

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