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Stupor Mundi: intervista a Paolo Giulierini

Paolo Giulierini, archeologo e direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ha scelto trenta oggetti emblematici per raccontare la storia del Mare Nostrum: ormai uscito lo scorso semestre, Stupor Mundi – Storia del Mediterraneo in trenta oggetti è il libro che ogni appassionato di Storia e Archeologia vorrebbe avere sul proprio comodino. Noi di StorieParallele abbiamo avuto l’onore e il piacere di intervistare il direttore del MANN, per conoscere i retroscena dietro la stesura del suo libro.

“Stupor Mundi” è un titolo di grande effetto, che riesce a suggestionare il lettore in sole due parole. Chiaro riferimento alla corte palermitana di Federico II di Svevia, cosa l’ha spinta a scegliere proprio questo titolo?

Federico di Svevia fu definito così per aver resuscitato il mondo classico e la sua inclinazione alla multiculturalità in un contesto culturale e cronologico nuovo, quello del Medioevo: un uomo del Nord che fissa il centro del potere nella Palermo piena dei profumi e dei colori del Mediterraneo, contaminata da mondi estremamente diversi. Alla sua corte gravitavano Ebrei, Greci, Arabi, uomini del Nord, orientali o, rispetto alla religione, seguaci dell’Islam, del Giudaismo o del Cristianesimo. Si tratta di una sorta di sintesi a posteriori di tutte quelle componenti che, fin dai tempi antichi, si sono stratificate nel Mediterraneo col contributo dei Fenici, Greci, Romani, Germani, Normanni, Arabi e molti altri. Ecco perché occorreva ricordare che già molto prima si erano create le premesse di tale meravigliosa sintesi e che lo stupore era iniziato molto prima.

Il suo libro accompagna il lettore in un vero e proprio viaggio nella Storia, spaziando per tutto il Mediterraneo, mettendo a confronto culture e civiltà coeve. Selezionare le trenta opere iconiche, protagoniste dell’opera non deve essere stata un’operazione semplice, vista la ricchezza del patrimonio artistico e archeologico. Quali sono stati i suoi criteri di scelta?

Il Mann è un incredibile forziere di antichità, probabilmente per l’archeologia il più importante del mondo. Non era facile scegliere. La ratio è stata quella di concentrarsi su soggetti che permettessero, al di là della componente estetica, di narrare storie che da una parte permettessero di viaggiare in luoghi più o meno lontani a ridosso del Mare Nostrum sia di avere connessioni e riflessi con tematiche legate alla contemporaneità. E’ quello che abbiamo cercato di fare in questi anni con le nostre mostre.

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Stupor Mundi: i trenta oggetti scelti – StorieParallele©

Il suo non è semplicemente un catalogo di reperti archeologici selezionati: il lettore ha la possibilità approfondire aspetti meno noti di luoghi e personaggi mitici attraverso questi trenta oggetti, come li definisce lei nel sottotitolo. Statue, affreschi ed epigrafi diventano quindi un veicolo di conoscenza?

Oggi i musei non possono più permettersi di presentare un reperto con la classica scheda scientifica o l’apparato critico. Quello è solo l’inizio doveroso e imprescindibile di un percorso che deve portare alla connessione di quella tematica con il presente. Senza questo nuovo atteggiamento il mondo antico diventa solamente un luogo di belle opere e buone intenzioni privo di forza politica. Diverso è se riflettiamo sul fatto che molto di quanto è accaduto si ripete incessantemente e possiamo, semplicemente girando le pagine della storia (nel nostro caso i reperti) imitare i picchi ed evitare gli abissi, cioè gli errori del passato.

C’è fra questi un reperto a cui è particolarmente legato e perché?

Credo la statuetta indiana rinvenuta a Pompei. Permette di comprendere in un attimo che il Mediterraneo in età romana era connesso all’Oriente (non solo l’India ma anche la Cina) e che febbrili erano i contatti transoceanici che permettevano, tramite navi che sfruttavano i monsoni, di far arrivare non solo l’avorio ma soprattutto spezie come il pepe, seta, perle e molto altro. Ma, soprattutto, è l’occasione per riflettere sulla portata della spedizione di Alessandro che, qualche secolo prima, era riuscito con la sua impresa a mettere in diretta comunicazione due mondi (l’Occidente e l’Oriente) determinando contaminazioni e connessioni presenti tuttora. L’India poi con i suoi fachiri e i suoi sapienti affascinerà chiunque: dal macedone agli aristocratici romani ai Beatles. Questo ci puo’ narrare un semplice reperto.

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Stupor Mundi: il capitolo dedicato alla statuetta di Lakshimi – StorieParallele©

Il libro è dedicato a suo figlio e a sua nipote, con l’auspicio che possano stupirsi di fronte alla ricchezza culturale che abbiamo a disposizione. Quale messaggio vorrebbe dare ai giovani?

Il primo messaggio sono scuse sentite perché il mondo che affidiamo loro è peggiore di quello che abbiamo ricevuto: ne è dimostrazione l’inquinamento, il cambiamento climatico, la crisi economica e molto altro. Per questo il libro è un tentativo di far comprendere ai giovani preservare a tutti i costi la conoscenza della cultura classica che infonde capacità critica e preserva dalle  tentazioni di cadere nel miraggio del guadagno e del profitto come valore in sé, della ricerca della bellezza a tutti i costi, della prevaricazione sull’altro, della paura del diverso: sono stati questi miraggi a farci ritrovare oggi senza radici e senza umanità e, soprattutto, a farci sovvertire il senso del valore dell’uomo, che non dipende da quanto ha ma da come è. 

Bibliografia

📖 Stupor Mundi, storia del Mediterraneo in trenta oggetti - Paolo Giulierini - Rizzoli - 2021

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a cura di

Martina Tapinassi

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