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Il Museo Archeologico e d’Arte della Maremma

Il Museo Archeologico e d’Arte della Maremma di Grosseto (MAAM) è una vera chicca: la visita è assolutamente consigliata per chi vuole immergersi in un vero e proprio viaggio nella Storia della regione, dalla Protostoria sino all’epoca moderna.

La (travagliata) Storia del Museo

Si deve al canonico Giovanni Chelli, senese di nascita ma grossetano di adozione, la fondazione del Museo nel 1860. Le collezioni della Biblioteca e del Museo furono poi donate al Comune di Grosseto nel 1865, sotto la direzione di Chelli sino al 1869, anno della sua morte.

Dopo ben 5 traslochi, non proprio facili, nel 1923 fu Antonio Cappelli ad assumere la carica direttiva. Egli traslocò le collezioni nel palazzo dell’ex seminario di Via Mazzini, dimora del museo sino al 1994.

Musei e Biblioteca vennero colpiti duramente da due eventi catastrofici: i bombardamenti del 29 novembre 1943 e l’alluvione del 2 novembre 1944. Ci vollero più di 10 anni affinché il Museo Civico potesse riaprire le porte: nel 1955 fu deciso che le collezioni venissero riunite nell’attuale sede, ovvero il palazzo dell’ex Tribunale di Piazza Baccarini, per poi essere inaugurate solo 20 anni dopo, in occasione del X Congresso Nazionale dell’Istituto di Studi etruschi e Italici grazie all’impegno del prof. Aldo Mazzolai, direttore onorario dal 1955 al 1984. Nel 1992 il Museo chiuse nuovamente per ristrutturazione. La riapertura nella veste che tutt’oggi lo caratterizza, curata da Mariagrazia Celuzza, direttrice dal 1984 al 2019, si ebbe sette anni dopo, nel 1999.

Il Museo e situato nel centro storico della città di Grosseto: il palazzo, dopo il trasferimento del Tribunale, subì alcuni interventi di riorganizzazione degli spazi, per adattare la struttura in modo da ospitare il Museo. Durante questi lavori vennero rinvenuti un pozzo e dei frammenti ceramici, oggi visibili nella sala 38.

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Il Museo Archeologico e d’Arte della Maremma nel suo allestimento del 1975 – MAAM ©

Non solo etruschi

Il percorso espositivo si articola in ben 40 sale disposte su tre piani: la ricchezza dei pezzi esposti permette al visitatore di percorrere un vero e proprio viaggio nella Storia di Grosseto e della Maremma, partendo dai primi insediamenti, passando per la fase etrusca e romana, sino all’età medievale e moderna.

Sala 1

Il percorso inizia con l’esposizione nella prima sala di parte dei reperti che componevano la collezione del primo Museo Civico di Grosseto, raccolti dal Canonico Chelli. La particolarità di questa sala e che accoglie anche alcuni pezzi falsificati e alcuni c.d. pastiches, che il canonico non aveva saputo riconoscere al momento dell’acquisizione. Sicuramente degna di nota e la ciotola in bucchero riportante l’alfabeto etrusco: risalente al VI secolo a.C, fa parte delle collezioni del Museo fin dal 1875.

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Veduta della Sala 1 del percorso espositivo – MAAM ©

Sale 2 – 12

Le successive sale, che coprono tutto il piano terra, sono dedicate ai rinvenimenti provenienti dall’Area Archeologica di Roselle. Per presentare il patrimonio rosellano e stato scelto l’ordine cronologico, che permetta al visitatore di attraversare tutte le fasi di questo luogo. Partendo quindi dai primi insediamenti, si passa per la fase orientalizzante e il periodo villanoviano, cui sono dedicate le prime 4 sale. Nella sala 5 sono esposti elementi architettonici e decorativi sempre riferibili all’età arcaica, mentre proseguendo il percorso di visita lungo le sale successive si potranno ammirare le testimonianze dell’età ellenistica e della romanizzazione. Le sale 9, 10 e 11 sono dedicate alla Roselle romana di età imperiale, mentre la sala 12 documenta le ultime fasi della città, prima del definitivo abbandono.

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Panoramica dello Statuario di Roselle – MAAM ©

Sale 13 – 23

Salendo al primo piano del Museo troveremo le sale dedicate all’Archeologia della Maremma: nella sala 13, dedicata alla Preistoria e Protostoria della regione, troviamo reperti del Monte Amiata, di Vetulonia e dell’isola del Giglio. Proseguendo nel percorso espositivo, troviamo le sale dedicate al periodo orientalizzante e all’età arcaica: quest’ultima in particolare presenta una interessante raccolta di ritrovamenti subacquei. La sala 16 espone corredi funerari riferibili ai secoli V e VI, oltre a reperti in bronzo di diversa provenienza geografica. Ben tre sale ospitano la fase ellenistica, ove è evidente la commistione fra il retaggio etrusco e le nuove culture. Arrivando alle sale romane si possono ammirare dei pezzi di archeologia subacquea molto importanti: oltre ad una raccolta di anfore e ancore della costa tirrenica, e possibile ammirare la ricostruzione del relitto africano di Giglio Porto. Le successive sale sono dedicate al medio e tardo impero, oltre che alle donazioni private, collocate in vetrine per richiamare gli antiquaria ottocenteschi.

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Veduta dell’Antiquarium – MAAM ©

Sale 24 – 34

Le sale che si snodano al secondo piano del palazzo ospitano le collezioni del Museo Diocesano. L’esposizione, disposta secondo un criterio cronologico, inizia con i primissimi pezzi del nucleo centrale della collezione avviata da Mons. Antonio Cappelli. Molti dei pezzi, di altissimo pregio, provengono dalle chiese della Diocesi e dal Duomo di Grosseto: si tratta di oreficerie, paramenti sacri, corali miniati ed elementi d’arredo.

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Veduta del Museo Diocesano – MAAM ©

Sale 35 – 40

Più che una sala, il primo spazio espositivo di questa sezione è un corridoio ove sono collocati reperti altomedievali, rinvenuti in aree cimiteriali, che documentano la presenza di abitati nel territorio di Roselle contemporanei alle fasi di vita più antiche del villaggio di Grosseto. Le successive sale fanno riferimento all’età bassomedievale e moderna dal centro storico di Grosseto. La maggior parte del materiale esposto proviene dalla campagna di scavo del 1978. Le ultime due sale raccolgono ritrovamenti di età medievale e moderna, provenienti da altri centri della Maremma tosco-laziale come i monti dell’Uccellina, Buriano, Istia d’Ombrone, Pitigliano e Castro, oltre a oggetti della collezione del vecchio Museo Civico.

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Palio di seta con la Madonna dell Grazie e gli stemmi di Grosseto e dei Granduchi di Lorena – MAAM ©

La Biblioteca

Non solo uno spazio espositivo: il Museo dispone anche di una ricchissima biblioteca che raccoglie circa 5.000 volumi di archeologia classica, medievale, storia locale e storia dell’arte, oltre a numerose riviste di archeologia, arte e numismatica.

Visitare il Museo

Il Museo Archeologico e d’Arte della Maremma rientra nel circuito di Maremmaround card, carta che permette al visitatore di accedere con un unico biglietto a tre strutture d’interesse culturale e naturalistico ambientale del territorio:

  • il Museo Archeologico e d’Arte della Maremma;
  • il Museo di Storia Naturale della Maremma;
  • il Parco della Maremma.

Il biglietto è di due tipi: quello intero che prevede l’accesso a tutte e tre le strutture e quello ridotto per soli due ingressi di cui uno al Parco e l’altro a uno dei due musei a scelta. Per avere tutte le informazioni, circa orari di visita e costi, vi consigliamo di visitare il sito di Maremmaround.it.

Guarda la nostra ArcheoIntervista alla Dott.ssa Chiara Valdambrini, direttrice scientifica del Museo!

Bibliografia

💻 maam.comune.grosseto.it

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a cura di

Martina Tapinassi

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