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Aristocrazie e mobilità sociale

Le aristocrazie etrusche, come molte delle élite di tutta la penisola, si erano caratterizzate sino al VI secolo per la forte capacità inclusiva all’interno della classe dirigente di elementi culturali allotri provenienti comunque dal ceto alto.

Ne sono dimostrazione le epigrafi tombali che tradiscono l’origine estranea al èthnos etrusco di elementi successivamente integrati nella società etrusca od il più noto caso di Demarato, commerciante greco che si trasferisce a Tarquinia e sposa una nobile donna tarquiniese dalla cui unione nascerà il futuro re di Roma, Tarquinio Prisco.

Al VII secolo la struttura urbana e della classe dominante appare sufficientemente flessibile, le nascenti aristocrazie non sono ancora fissate. Questo processo  sembra volgere al termine agli inizi del VI secolo. Si colloca proprio allora una sorta di chiusura delle aristocrazie: esse paiono ormai consolidate, sia numericamente sia nella detenzione del potere economico e politico.

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a cura di

Lorenzo Ares Bonechi

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