Glossario del Restauro

a cura del Dott. Giulio Claudio Barbiera

Accia

Termine arcaico utilizzato per indicare l’anima di un filato metallico.

Anima

Filo di seta, lino o canapa attorno al quale è avvolto un altro filo solitamente metallico ma anche in seta.

Argimpello

oro membranaceo (v.).

Arriccio

Strato di intonaco, solitamente composto da inerti di dimensioni maggiori rispetto rispetto allo/gli strato/i di intonaco successivo/i.

Battiloro

Maestranze addette alla fabbricazione di foglie d’oro ottenute mediante il metodo della battitura e del taglio delle sottili strisce metalliche.

Bouclé

Oro filato adoperato in trame broccate che si presenta sotto forma di anelli e ricciolini sparsi o distribuiti a formare effetti di disegno. Anticamente veniva detto “allucciolato”.

Canapa

Fibra naturale vegetale ricavata dai fusti della canapa, pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Cannabacee. La canapa contiene il 70% di cellulosa, il 14% di emicellulosa, il 4% di lignina, il 6% di grassi e cere e il 6% di sostanze solubili.

Carbonatazione

Reazione chimica che porta la calce a ricomporre carbonato di calcio, inglobando gli inerti dell’intonaco.

Cartone da riporto

Tecnica alternativa allo spolvero. La carta disegnata veniva fatta aderire all’intonaco ancora fresco e si passava la punta del manico di un pennello sulle linee del disegno, segnando così l’intonaco sottostante. Questa tecnica è facilmente individuabile dalle “incisioni indirette” che seguono le figure.

Colla di coniglio

Si tratta della colla più comunemente usata prima dell’arrivo delle resine artificiali. La produzione sfrutta la denaturazione delle proteine delle pelli tramite l’ammollo delle stesse in acqua calda. Si produce così una sostanza colloide e reversibile.

Colla forte

Per la sua produzione ed il suo carattere reversibile non è dissimile dalla colla di coniglio. Le differenze stanno nella materia prima (cartilagini dei grossi animali da stalla) e il potere adesivo, decisamente più importante.

Cotone

Fibra naturale vegetale ricavata dalla peluria che ricopre il seme del cotone, arbusto della famiglia delle Malvacee, genere Gossipium. Il cotone è composto principalmente da cellulosa un polisaccaride risultante dalla condensazione di n molecole di glucosio con eliminazione di n-1 molecole di acqua.

Lino

Fibra naturale vegetale ricavata dallo stelo di una pianta appartenente alla famiglia delle Linacee. Da un punto di vista chimico, il lino è composto da cellulosa (dal 70% a 84%), lignina (3%), acqua (10%), cere e grassi (2%), sostanze solubili in acqua (6%).

Marmo

Roccia carbonatica che tramite un processo metamorfico ha assunto una struttura cristallina uniforme. Questa roccia ha l'importante caratteristica di poter essere lucidata. In tracce vi possono essere altri elementi accessori (quarzi, componenti ferrose, grafite etc), essi conferiscono differenti colorazioni al marmo.

Oro

Metallo che debitamente trattato è utilizzato nei tessili per la realizzazione dei filati metallici. Talvolta lo si trova abbinato ad altri metalli come argento, rame oppure lamelle di carta, budello animale ecc...

Oro di Milano

Filato in argento, dorato solamente lungo la faccia esterna grazie alla tecnica della doratura con amalgama di mercurio.

Oro filato

Torsione a “S” o “Z” ottenuta avvolgendo una lamina metallica attorno ad un filo, detto anima, in lino, cotone, canapa e/o seta.

Oro lamellare

Filato metallico a sezione rettangolare, sottilissimo e stretto.

Oro membranaceo

Detto storicamente orpello e/o argimpello. Si tratta di una stretta striscia dorata (orpello), raramente argentata (argimpello), ottenuta utilizzando come supporto membrane di intestino di buoi o montoni e avvolta su un’anima di lino o canapa o seta. Tale tecnica ha avuto larga diffusione nei tessuti medievali.

Oro papirifero

Filato di origine cinese ma utilizzato anche in Giappone, veniva realizzato mediante una tecnica per cui si dorava un solo lato del supporto cartaceo; da questi fogli di carta dorata venivano poi tagliate sottili striscioline, che in un secondo tempo vennero filate su anima di lino o di canapa.

Oro riccio o ritorto

Spirale con torsione a “S” o “Z” ottenuta utilizzando un filo metallico avvolto su due o più fili ritorti di seta o lino o cotone o canapa.

Oro tirato

Si tratta di filati d’oro e/o d’argento dorati, di sezione tonda o lamellare, prodotti attraverso una filiera costituita da fori rotondi di misure decrescenti. Fino al XVI secolo con il termine “oro tirato” si intendeva l’argento puro dorato più o meno fortemente, a seconda delle esigenze dei compratori. La verga d’argento, tirata con un argano che la riduceva al diametro desiderato, veniva scaldata al fine di ricevere la doratura, ottenuta mediante la sovrapposizione di diverse foglie d’oro del peso di circa mezzo grammo cadauna. A sua volta, la verga dorata veniva tirata per mezzo della filiera con fori di diametro sempre più piccolo. Il filo tirato dorato, quindi, poteva essere ridotto in lamina mediante il processo di compressione tra due cilindri in acciaio.

Oro trafilato

Filato metallico a sezione circolare.

Orpello

Oro membranaceo (v.)