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Relitto di Grado: in arrivo il Parco Archeologico Subacqueo

A qualche anno di distanza e a seguito di una serie di problematiche burocratiche e amministrative, verrà aperto il Museo di Archeologia Subacquea e sarà costituito un nuovissimo Parco Archeologico Subacqueo attorno al celebre relitto di Grado.

La scoperta del relitto

Tutto è iniziato nel 1986 quando un pescatore del posto ha rinvenuto cocci e piccoli frammenti di anfore a riva portando poi alla scoperta del meraviglioso relitto che giaceva sotto le acque gradesi. Il relitto di Grado risale a III sec. d.C. e gli fu dato il nome di Julia Felix. La nave è lunga 18 metri e larga 5-6 metri, e al momento della sua scoperta a bordo c’erano ancora 560 anfore. Ci sono volute ben 8 campagne di scavo per poter ripotare a galla i resti dell’imbarcazione e avviare i processi di conservazione, un’operazione immensa che ha portato alla luce nuovi e interessanti dettagli circa il carico e la funzione della nave.

relitto grado
Il relitto di Grado – Ph. Jann Lassalle ©

È uno splendido esempio di nave usata per il commercio, presumibilmente del commercio ittico e come spiegano gli archeologi, grazie a delle caratteristiche strutturali come la presenza di un grande acquario si presume che la nave potesse trasportare anche pesci vivi per lunghe distanze. La Julia Felix costituisce un esempio spettacolare di nave commerciale: nelle sue anfore trasportava alimenti, pesce in salamoia presumibilmente, come ci illustra la dottoressa Auriemma nelle prime pagine di un articolo dedicato, il maggior carico della nave era costituito da salse e conserve di pesce e le anfore ritrovate provengono tutte da territori diversi, questa varietà di forme e provenienze denota un esempio di riuso. 

La musealizzazione

Un tesoro inestimabile che però non venne fin da subito valorizzato: una serie di accordi tra Comune, Regione e Ministero dei Beni Culturali hanno portato a rallentamenti nella costruzione e apertura del polo museale, che negli ultimi anni è stato parzialmente riaperto per una mostra e poi richiuso.

Dopo una diatriba legale e una serie di nuove campagne di ricognizione si è deciso di valorizzare il relitto, rimasto a 19 metri di profondità, con la creazione di un Parco Archeologico Subacqueo e di un percorso di realtà virtuale per rendere più immersiva la visita. Un progetto ambizioso che vede la partecipazione e la collaborazione anche dell’Università degli studi di Udine e Catania.

Siglato l’accordo, adesso si procederà alla ripulitura del relitto e a delle indagini stratigrafiche che porteranno a capire la consistenza in profondità del relitto e ad accertarne la presenza di materiale ligneo. Un progetto interessante che porterà ad un’importante apertura museale sul territorio italiano e valorizzerà un reperto di fondamentale importanza fino ad ora ignorato.

Bibliografia

💻 Friulioggi.it
💻 Imagazine.it
💻 Archeocartafgv.it
💻 Exibart.com

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a cura di

Myriam Venezia

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