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La Porta di Ishtar

La splendida Porta di Ishtar, risalente alla VII secolo a.C. fu costruita al tempo di Nabucodonosor II. Essa era l’ottava porta della città interna ed era collocata nella parte nord di Babilonia. Essa era dedicata alla dea dell’amore e della guerra, Ishtar.  Da questa porta si entrava in città, con un accesso diretto sulla strada principale, la via delle Processioni, che collegava la ziqqurat e il tempio dedicato al dio Marduk, al Palazzo delle Feste.

Babilonia, città fortificata

La città di Babilonia si estendeva sulle due rive dell’Eufrate: oggi, nello stesso luogo, sorge la città di Al Hillah, situata a circa 80 km a sud di Baghdad, capitale dell’attuale Iraq.

Babilonia era fortificata da una cinta muraria di quasi 18 km: questa costruzione difensiva era costituita da una doppia cinta interna, quadrangolare, che difendeva l’abitato vero e proprio. Da questa cinta muraria si aprivano 8 porte, ciascuna consacrata a una divinità.

Lo storico greco Erodoto ci testimonia la grandezza di questa fortificazione, descrivendola con dovizia di particolari. Nelle sue Storie, la descrive in questo modo:

“In Assiria ci sono molte e grandi città, ma la più celebre e la più forte, quella dove era la residenza del re dopo la distruzione di Ninive, era Babilonia, città fatta in questo modo. Si trova in una grande pianura e ha la forma di quadrato, lungo centoventi stadi su ogni lato; gli stadi del perimetro della città sono così quattrocentottanta. La grandezza delle fortificazioni di Babilonia è questa; essa è adornata come nessuna delle altre città che conosciamo. Per prima cosa la circonda un fossato, profondo e largo, pieno d’acqua; poi un muro che è largo cinquanta cubiti reali e alto duecento cubiti. Il cubito reale è più lungo di tre dita del cubito normale. […]Sopra le mura, alle estremità, costruirono cortine a un solo vano, volte l’una verso l’altra; lasciarono tra di esse spazio sufficiente per il giro di un carro a quattro cavalli. Intorno alle mura ci sono cento porte, tutte in bronzo, e così gli stipiti e gli architravi. […] Babilonia fu dunque cinta di mura in questo modo e la città è divisa in due quartieri. In mezzo infatti la divide il fiume che si chiama Eufrate, che scorre dall’Armenia ed è grande, profondo e veloce; sfocia nel mare Eritreo. Da entrambe le parti il muro si avanza agli angoli sino al fiume e al di là ai lati angolari su entrambi le rive del fiume si estende un muro a secco di mattoni cotti. La città, che è piena di case a tre e a quattro tetti, è tagliata da strade dritte, sia le altre sia quelle trasversali che sboccano nel fiume. Dunque in corrispondenza con ogni strada nel muro a secco lungo il fiume c’erano porte, tante di numero quante le vie. Erano di bronzo anche queste porte e davano sullo stesso fiume. Questo muro in vero è come una corazza; un secondo muro corre all’interno del primo, non molto più debole dell’altro, ma più stretto.”
(Erodoto – Storie – I, 178 – 179)

Lo stile artistico

Le novità introdotte in questa opera maestosa sono di tipo decorativo e, successivamente, influenzeranno l’arte persiana nella decorazione dei complessi palaziali di Susa.

Dettaglio della decorazione in piastrelle smaltate

Sia le pareti della porta che della via delle Processioni, erano interamente ricoperte da piastrelle smaltate di diverso colore. Nell’opera troviamo mattoni dalla superficie invetriata sia liscia che a rilievo, posti secondo uno schema compositivo programmatico deciso in fase progettuale.

Dettaglio del Mushkhusshu, ovvero il drago-serpente

Sull’intera facciata della Porta di Ishtar si alternano immagini di tori e di draghi, associati rispettivamente alle divinità di Adad, dio della pioggia, e Marduk, dio della creazione. La via processionale, che si snodava lungo il perimetro della porta attraversando la cortina muraria, era invece decorata con dei leoni, simbolo della dea Ishtar. Nonostante queste figure fossero rappresentate di profilo, presentano dettagli che stimolano l’effetto tridimensionale. La porta fu oggetto di revisioni e adattamenti successivi alla sua costruzione, a causa di lavori al manto stradale.

Una esperienza immersiva al Pergamonmuseum

Oggi è possibile ammirarla ricostruita in una sala del Pergamonmuseum di Berlino. Grazie alla campagna di scavo diretta dall’archeologo tedesco Robert Johann Koldewey, nel biennio 1912-1914, sono stati recuperate alcune grosse porzioni di questo ingresso monumentale che sono state trasportate e riassemblate per permettere al visitatore un’esperienza immersiva. Altri resti della porta sono oggi conservate al Museo del Louvre di Parigi e nei Musei Archeologici di Baghdad e Istanbul.

Veduta della sala del Pergamonmuseum – Ph. Osama Shukir Muhammed Amin ©

Bibliografia

🏺 Erodoto - Storie
📖 La Grande Storia – vol. 4 Civiltà Mesopotamiche – National Geographic – 2019
📖 La Storia dell’Arte – vol. 1 Prime Civiltà – Electa – 2006
📖 Storia Universale – vol,. 1 – Rizzoli Larousse – 1973

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a cura di

Martina Tapinassi

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