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I globi di Catone: palline dolci al formaggio

In quest’articolo parleremo dei globi di Catone, ovvero di un particolare dolce che prevedeva l’utilizzo di ingredienti in gran parte simili a quelli di piatti già realizzati dello stesso autore, sia dolci che salati, come ad esempio il savillum o il libum. Sono dunque presenti:

  • la ricotta: nella fonte latina troviamo semplicemente la dicitura di caseum, verosimilmente di origine ovina, più diffuso all’epoca delle varianti bovine;
  • il miele: ovvero il dolcificante più diffuso nell’Antichità, in mancanza della canna da zucchero;
  • i semi di papavero: spesso presenti nei dolci tratti dal De Agri Cultura.
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I nostri globi pronti per essere gustati – StorieParallele ©

La cucina morigerata del De Agri Cultura

La ricetta è tratta appunto dal De Agri Cultura di Catone, opera databile circa a metà del II sec a.C., che mirava ad esaltare la pratica dell’agricultura nell’ottica della valorizzazione delle virtù del mos maiorum.

I piatti presentati nell’opera sono realizzati quindi con ingredienti diffusi a Roma fin dall’Alta Repubblica: prodotti semplici, in gran parte relativamente economici, almeno per l’alta società romana di cui faceva parte Catone, e largamente diffusi nella penisola italica.

Il risultato dunque lo pone in netto contrasto con autori come Apicio, della prima età imperiale, che miravano ad enfatizzare la ricercatezza e la peculiarità di ingredienti importanti, spesso costosissimi. Le ricette di Catone, invece, prevedono una varietà molto minore di ingredienti, valorizzando però il sapore della pietanza.

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Gli ingredienti che abbiamo utilizzato per i nostri globi – StorieParallele ©

Come preparare i globi di Catone

“Globos sic facito. Caseum cum alica ad eundem modum misceto. Inde quantos voles facere facito. In ahenum caldum unguen indito. Singulos aut binos coquito versatoque crebro duabus rudibus, coctos eximito, eos melle unguito, papaver infriato, ita ponito.”
Catone – De Agri Cultura – 79

Iniziamo con gli ingredienti necessari per ottenere una decina di globi:

  • 200 gr di ricotta;
  • 120 gr di farina;
  • semi di papavero q.b.;
  • strutto per la frittura;
  • miele;
  • poca acqua.

La fonte riporta che la quantità di ricotta e farina doveva essere equivalente. Il nostro ArcheoCuoco Samuele, tuttavia, consiglia una proporzione diversa, riducendo di un 40% la quantità di farina rispetto alla ricotta.

La procedura è piuttosto semplice: si mischiano assieme ricotta e farina (con l’aggiunta di un po’ d’acqua per facilitarne la lavorazione, non riportata nelle fonti), realizzando delle piccole sfere.

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I nostri globi pronti per essere fritti nello strutto – StorieParallele ©

Una volta pronti, si andranno ad immergere in una pentola dove avremo fatto sciogliere lo strutto. Una volta dorati prendiamo i nostri globi e, dopo averli asciugati, li tufferemo nel miele liquido. Infine, al momento di servirli, spolveriamo sopra i semi di papavero a decorazione.

I globi si realizzano in modo rapido e semplice e da essi potrebbero derivare vari dolci ancora oggi diffusi nella penisola. Segnalateci se nella vostra regione avete, specialmente durante alcune festività, dei prodotti simili!

Prova anche tu!

Vuoi cimentarti in questa ricetta? Ecco qui la video ricetta in cui Leonardo e il nostro ArcheoCuoco Samuele preparano i nostri Globi! E per non perderti nessuna novità iscriviti al nostro canale YouTube!

Per la realizzazione di questa ricetta abbiamo utilizzato la farina Probios e il miele dell’Azienda Agricola La Fontana.

Bibliografia

🏺 Catone, De agri cultura
📖 A. Jori, Panem et circenses, Cibo, cultura, società nella Roma antica, Nuova Ipsa editore, Palermo, 2016.

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a cura di

Leonardo Di Flaviani

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