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Ciro: l’incredibile scoperta di un cucciolo di dinosauro

Chi è Ciro? Dove è stato scoperto questo dinosauro? No, non siamo nel film Jurassic Park! Ma in Italia, precisamente in Campania. Vuoi saperne di più? Allora, leggi il mio articolo.

Il ritrovamento di Ciro

Era il 1980 quando Giovanni Todesco, assieme alla sua famiglia, decise di visitare il paesino beneventano di Pietraroja. Passeggiando lungo una cava per l’estrazione di materiali da costruzione, si accorse, che una ruspa stava distruggendo rocce con tracce di resti fossili. Giovanni allora decise di raccogliere velocemente i frammenti fossili e di portarli con sé a casa. Passano 13 anni prima che Giovanni iniziasse a ripulire e sistemare i pezzi di lastrine raccolte. Al di sopra delle lastrine emersero resti fossili di pesci di vario tipo ma, all’appello, mancava ancora una lastrina. Sedutosi con calma davanti ai vari pezzi che componevano l’ultima lastrina, cominciò un attento lavoro di ricomposizione dei frammenti. Con stupore vide una coda, le zampe posteriori, la pancina e gli arti anteriori; seguirono la testa, un occhio e la bocca spalancata con denti simili ad un predatore. Giovanni decise di chiamare il Dott. Giorgio Terruzzi, conservatore del Museo di Storia Narurale di Milano, per capire cos’era quello strano “uccello-rettile” che aveva tra le mani. Quando Terruzzi vide la lastra fossile esclamò scioccato che avevano scoperto il primo dinosauro italiano. Insieme decisero di consegnare Ciro, così chiamato perché ricorda il sud Italia, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli e di farlo conoscere al mondo intero. Attualmente questa meravigliosa lastrina di calcare è tornata a casa e contenuta all’interno del Parco Geopaleontologico di Pietraroja.

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Giovanni Todesco, colui che scoprì il dinosauro Ciro – VeronaSera.it ©

La scoperta di una nuova specie

Ciro è stato definito SCIPIONX SAMNITICUS composto dal nome Scipio, come Scipione per ricordare il geologo che per primo indagò Petraroja, dal termine greco Onyx che significa “Artiglio” e dalla parola Samnniticus ossia proveniente dalla zona del Sannio. Il baby dinosauro è adagiato su una lastrina di calcare larga 38 cm e lunga 26 cm e risale a circa 110 milioni di anni fa. Sulla grande testa è presente un’apertura a forma di “V” simile a quella presente nei bambini appena nati. Ciro, infatti, aveva solo pochi giorni di vita quando è morto improvvisamente a causa di un evento catastrofico. Grazie a delle particolari condizioni chimico-fisiche del luogo presenti al momento della sua morte, il corpo di Ciro si è conservato benissimo.

La dieta di un baby-dinosaro

Durante le analisi del corpo di Ciro è stato scoperto cosa stesse mangiando poco prima di morire, il pasto, infatti, è rimasto nel tubo digerente del baby dinosauro per 110 milioni di anni. Sappiamo che aveva mangiato piccoli rettili e dei pesci, una scoperta a dir poco eccezionale per un dinosauro che appartiene ad una specie carnivora. Tra i pasti più particolari c’era anche una zampa di lucertola probabilmente offerta dai genitori al cucciolo. La tenera età di Ciro e l’assenza di altre parti di lucertola hanno suggerito l’ipotesi che dinosauri di età più matura avessero aiutato il cucciolo a nutrirsi.

Con le piume e a sangue caldo

Ciro non finisce di stupire: grazie a delle analisi al microscopio si è scoperto che il baby dinosauro era a sangue caldo e aveva delle piume. Le piume probabilmente servivano per tenere il corpo ad una giusta temperatura.

Da questa scoperta si può capire come la nostra visione di questi giganti che hanno vissuto per milioni di anni sul nostro pianeta sia così lontana non solo dalla realtà ma persino dalle fantasiose costruzioni cinematografiche.

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Il dinosauro Ciro disegnato da Olesia D. – StorieParallele ©

DidatticheParallele: gli autori dell’articolo

Vi è piaciuto questo articolo? Ci credereste se vi dicessimo che non è farina del nostro sacco? Difatti questo approfondimento rientra nel nostro progetto DidatticheParallele, uno spazio virtuale in cui le scuole diventano protagoniste. Ringraziamo Olesia D., alunna della 2B dell’Istituto Comprensivo S. Pio V, plesso Bramante, Roma, nonchè autrice dell’articolo e dello splendido disegno di Ciro.

Bibliografia

💻 www.socgeol.it

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a cura di

Martina Basile

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