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Apicio e il pollo alla Eliogabalo

I protagonisti di questa pietanza sono il pollo e l’Imperatore Eliogabalo: la ricetta è ovviemente tratta dal De Re Coquinaria di Apicio (VI, IX, 11).

Il nome latino è pullus vardanus, ma vari critici hanno modificato in pullus varianus poichè la ricetta sarebbe aggiunta a posteriori e sarebbe stata ispirata da Vario Avito Bassiano, noto ai più, dopo la sua ascesa ad imperatore, come Eliogabalo che, a dire di Lampridio nell’Historia Augusta, avrebbe voluto tentare di imitare Apicio (Helag. 18, 4).

Eliogabalo: un imperatore discutibile

Se ciò sia vero rimane solo un’ipotesi ma senza dubbio Eliogabalo è stato descritto dalle fonti come un uomo dedito ad eccessi di ogni genere. Divenuto imperatore nel 218 dopo aver sconfitto Macrino, egli entrò subito in conflitto con la classe senatoriale romana, fin da subito poco propensa ad accettare il credo di El-Gabal, il Dio sole di importazione orientale, di cui il nuovo imperatore era sacerdote. Nella Storia Romana ciò non era una novità, più volte alcuni imperatori avevano tentato di legare il proprio potere ad una divinizzazione o sacralizzazione della propria figura e della carica, minacciando quindi la posizione e gli interessi del senato. Eliogabalo apparentemente si curò poco del dissenso, cercando di riformare la religiosità e la politica capitoline, rafforzando le prerogative imperiali. Sempre nell’ottica di una maggiore sacralizzazione della sua figura si unì in matrimonio ad una sacerdotessa vestale, scatenando le ire degli abitanti dell’Urbe, che videro violata una delle più antiche tradizioni cittadine. Le accuse di ambiguità sessuale vanno quindi ricondotte all’interno di una più ampia riforma della pratica religiosa, non accettata però a Roma e quindi condannata dalle fonti senatoriali.

Le rose di Eliogabalo – Lawrence Alma-Tadema

L’imperatore fu accusato di estrema lussuria, avendo avuto cinque mogli ed un certo numero di amanti uomini, tra cui il celebre Ierocle citato da Cassio Dione, oltre che ad essere spregiativamente apostrofato per la mancanza di virilità (che nell’ottica romana era difficilmente scindibile dal concetto di potere e forza), giacchè avrebbe desiderato essere androgino.

Nel corso del suo breve regno, durato fino al 222, si diffusero quindi voci sui suoi eccessi, persino che fosse solito prostituirsi anonimamente nei bassi borghi della città. In quest’ottica quindi non sorprende che per i suoi detrattori i suoi eccessi riguardassero anche l’alimentazione. Il collegamento con Apicio, esempio memorabile della voracità sfrenata e del lusso ostentato, non è quindi illogico per fonti di epoca tarda.

Tuttavia è stato scoperto recentemente che a Roma sia vissuto un M. Vitrurius Vardanus, dunque il cognome era effettivamente esistente nell’Urbe e non si può escludere che la ricetta presentata non sia stata aggiunta a posteriori al ricettario ma, semplicemente, si riferisse ad un altro personaggio, per noi ormai obliato dal trascorrere del tempo.

Il pollo alla Eliogabalo: la ricetta

Per realizzare questa ricetta occorrerà procurarsi i seguenti ingredienti:

  • Pollo;
  • Olio;
  • Vino bianco;
  • Porro;
  • Santoreggia;
  • Coriandolo;
  • Pepe;
  • Pinoli;
  • Latte;
  • Due albumi di uova sode.

In principio versate in una pentola o una casseruola il vino (dato che Apicio precisa in fondo alla ricetta che la salsa è definita “candida” abbiamo optato per l’utilizzo di un vino bianco) il garum , l’olio e un mazzetto fatto di porri, santoreggia e coriandolo freschi, mettendo a cuocere all’interno il pollo, con l’aggiunta di un pizzico di sale.

Il nostro pollo in cottura col mazzetto di aromi – StorieParallele ©

Successivamente tritate in un mortaio i grani di pepe e i pinoli, stemperando il risultato con uno o due cucchiai di latte. La crema così ottenuta sarà aggiunta circa a ¾ della cottura del pollo. In seguito sminuzziamo gli albumi delle uova sode e utilizziamoli per legare il tutto.

A nostro avviso, per un risultato esteticamente più soddisfacente, al giorno d’oggi può essere utilizzato il frullatore, per rendere gli albumi e la salsa più cremosa e omogenea. Parte della crema può anche essere frullata e tenuta a parte, per accompagnare in seguito la portata. E voi, come la preferite?

La video ricetta contiene degli aneddoti scabrosi sulla vita sessuale dell’imperatore Eliogabalo: per questo noi di StorieParallele abbiamo voluto inserire il limite di età al video, a tutela dei più piccoli. Guarda la video ricetta su YouTube!

Bibliografia

🏺 Historia Augusta - Anonimo
🏺 Cassio Dione, Historiae Romanae
📖 Apicio, L’arte culinaria, manuale di gastronomia classica, (a cura di) G. Carazzali, Firenze, Giunti, 2017
📖 A. Jori, Panem et circenses, Cibo, cultura e società nella Roma antica, Palermo, Nuova Ipsa Editore, 2016.

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a cura di

Leonardo Di Flaviani

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