Thalassa: meraviglie sommerse del Mediterraneo

La mostra temporanea Thalassa, meraviglie sommerse del Mediterraneo, allestita nella Salone della Meridiana del MANN, offre un’esperienza di tipo immersivo nella quale il visitatore, attraverso il passaggio delle Colonne d’Ercole simboleggiate dal portale situato all’ingresso della sala, si ritrova a passeggiare nella storia dell’Archeologia Subacquea e degli uomini che hanno mosso i primi passi verso la creazione di una metodologia scientifica applicabile, come Amedeo Maiuri, lo scopritore di Baia sommersa, e Nino Lamboglia, considerato il padre dell’Archeologia subacquea.

Non solo: propone spunti didattici, come nel caso di una vetrina che mostra la disposizione del carico e di come questo, aiuti alla conservazione del fasciame di un relitto (foto 1), affronta svariate tematiche come il commercio, la religione, l’otium pur mantenendo come filo conduttore il mare. É degno di nota, inoltre, come le  costellazioni presenti nella sezione superiore dell’Atlante Farnese siano riportate nella parte superiore degli allestimenti per creare un parallelismo tra i naviganti che utilizzavano le stelle per rimanere in rotta e i visitanti che le seguono per essere guidati nel percorso.

Infine, la mostra si focalizza sul futuro dell’Archeologia Subacquea, rappresentato dall’avanzamento tecnologico, fondamentale per le ricerche a elevate profondità.

Il percorso è formato da dieci sezioni ed inizia con la Nascita del Mediterraneo, caratterizzata dalla mappa in 3D che supporta un video mostrato in loop nel quale si affronta la tematica dell’origine del Mediterraneo, delle rotte commerciali e le previsioni geologiche che porteranno alla scomparsa del bacino.

La seconda sezione, I tesori sommersi, racconta dei rinvenimenti fortuiti e di come l’ausilio di attrezzature non idonee agli scavi subacquei in passato abbiano arrecato dei danni tangibili ai reperti, come nel caso della Testa di Amazzone ritrovata nelle acque del porto di Baia (I d. C.) danneggiata dall’arpione utilizzato per il recupero (f. 2).

Il percorso continua con I primi passi dell’archeologia subacquea che mostra gli oggetti recuperati dalla nave romana di Albenga e i Dolia recuperati a Diano (f. 3), scavi presieduti da Lamboglia, e i primi rinvenimenti delle acque siciliane (f. 4).

Prima della sezione dedicata ai Relitti, sono presenti dei pannelli che spiegano l’ambito disciplinare dell’Archeologia Subacquea e la figura dell’archeologo subacqueo. Tra gli oggetti esposti per la sezione dei relitti, vi sono oggetti provenienti dal relitto di Antikythera, tra cui mortai, gioielli, ciotole e una gamba di statua maschile in bronzo (f. 5), nonché numerose anfore e ancore recuperate dal relitto di Punta Licosa (f. 6).

Molta curiosità suscita la sezione Vita a bordo delle navi che pone al centro dell’attenzione gli oggetti personali dell’equipaggio. La tematica successiva prevista dal percorso tratta la Navigazione, mito e sacro (f. 7) che, attraverso l’esposizione di vari manufatti, quale una giara cananea (XVI/XV a. C.), il Cratere con naufragio (VIII a. C.), una tavoletta inscritta in osso (XVI/XV a. C.), mostra quanto la religione e le leggende siano connesse al mare.

Seguono poi le sezioni Il mare, la via dei commerci e Il mare e le sue risorse nelle quali è possibile ammirare, rispettivamente, anfore che trasportavano vino, olio e garum, vari lingotti e oggetti esotici per la sezione dei commerci (f. 8), e strumenti destinati alla pesca dei tonni, dei crostacei e dei coralli, per la sezione delle risorse (f. 9).

La penultima sezione riguarda Bellezza e otium (f. 10) nella quale si spiega l’arte dell’otium, contrapposta al negotium, esemplificata attraverso l’esposizione di affreschi rinvenuti a Pompei, Ercolano e Stabiae, delle coppe in ossidiana e delle statue di età romana recuperate dal fondale del ninfeo della Grotta Azzurra di Capri.

Con l’ultimo argomento Acque profonde (f. 11), nel quale si spiega di come l’utilizzo di tecnologie geofisiche e strumentali siano utilizzati per documentare, scavare e recuperare i manufatti, finisce il percorso nella Sala della Meridiana.

É previsto, inoltre, un approfondimento della mostra sul Porto antico di Napoli e sulle navi scoperte a piazza Municipio grazie alla realizzazione di una delle stazioni della Linea 1 della Metropolitana partenopea.

Bibliografia

📖 https://www.museoarcheologiconapoli.it/it/2019/12/thalassa-meraviglie-sommerse-dal-mediterraneo-dal-12-dicembre-2019-al-9-marzo-2020/

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