Tempio di Ercole Invitto

Il tempio di Ercole Invitto o Ercole Vincitore si trova nel Foro Boario poco distante da piazza della Bocca della Verità.

Le fonti più antiche parlano di un tempio dedicato ad Hercules Victor fuori Porta Trigemina e datato intorno al 120 a.C. Oltre alla data sappiamo anche chi fu a commissionarlo: il ricco mercante Marco Ottavio Ennio che lo dedicò ad Ercole protettore degli oleari, cioè i venditori di olio, la corporazione a cui il mercante apparteneva. Ercole proteggeva anche i commerci e le greggi, quindi l’erezione nel Foro Boario, come già detto nell’altro post dedicato, non risulta fortuita.

Il modello di pianta deriva dai modelli di templi greci detti tholoi, ossia a pianta circolare avente una semplice sequenza di colonne. Si dice quindi che è un tempio monoptero in marmo bianco pentelico, e testimonia l’elevata capacità economica e sociale degli equites.

La base sulla quale poggia l’edificio è fatta a gradini sui quali poggiano venti colonne ioniche con basi attiche e capitelli corinzi, alcuni mancanti della parte alta. All’interno la cella si presenta cilindrica con l’apertura rivolta ad est e decorata con un alto zoccolo. Nel centro del pavimento si apre un profondo pozzo anch’esso circolare insieme ad un blocco di pietra sulla quale probabilmente poggiava la statua di Ercole vista la dedica incisa a Hercules Olivarius, ad opera del greco Skopas minore vissuto nel II secolo a.C., autore anche di diverse opere nella zona del Circo Flaminio. L’architettura del tempio si ispira ad un edificio molto simile a quello eretto presso l’Ara Massima da Scipione l’Emiliano e dedicato ad Ercole Vincitore nel 142 a.C., poi distrutto durante il XV secolo.

L’attuale copertura è di epoca moderna (1996), ma sappiamo che erano presenti lastre di marmo che sostenevano un tetto conico di tradizione greca.

Il tempio di Ercole Invitto fu restaurato sotto l’imperatore Tiberio: lo testimoniano le undici colonne e i nove capitelli di marmo apuano di Luni. Deve la sua conservazione, come molti altri monumenti romani, al fatto di essere stato trasformato in chiesa durante il Medioevo. Venne consacrato nel 1132 e dedicato a Santo Stefano delle Carrozze, per diventare successivamente chiesa di Santa Maria del Sole.

Durante gli anni del governo francese (1809-14) vennero condotti i restauri del tempio da Giuseppe Valadier.

Vexata quaestio è se attribuire questo tempio ad Ercole o a Vesta. Le fonti e la collocazione attuale non concordano perfettamente: seppur Tacito e Giovenale affermano che nel Foro Boario v’era una statua dedicata ad Ercole Vincitore, essi non riferiscono se appartenne ad un’ara o ad un tempio.

Si aggiunga inoltre che la citata Porta Trigemina è alla base del Colle Aventino e quindi non vicinissimo a questa zona. La fossa a forma di “T” trovata adiacente al tempio fa ipotizzare alcuni studiosi che lì vi erano i tizzoni ardenti che servivano ad alimentare il fuoco sacro alla dea Vesta. È certo, infine, che i cortei trionfali partivano dal Foro Boario e la dea che aveva il precetto di celebrazione era proprio quest’ultima.

Bibliografia

📖 L’ architettura romana: dagli inizi del III secolo a. C. alla fine dell’alto impero: i monumenti pubblici, Pierre Gros, trad. di M. G. Guidobaldi, Longaresi, Milano 2001.
📖 L’arte dell’antichità classica, R. Bianchi Bandinelli e M. Torelli, Utet, Torino 1976.

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