Nino Lamboglia e l’Archeologia Subacquea

Nino Lamboglia (Imperia 1912 – Genova 1977) è considerato uno dei pionieri dell’Archeologia italiana della seconda metà del Novecento, poiché fu il primo ad applicare il metodo stratigrafico agli scavi classici e post-classici e, soprattutto, è ritenuto il padre dell’Archeologia Subacquea.

L’intuizione che gli archeologi dovessero formarsi sul campo, portò Lamboglia a collaborare per la prima volta coi sommozzatori sportivi nelle attività archeologiche subacquee, diligentemente formati poter rispettare il metodo di
ricerca e di documentazione propria dell’archeologia.

La tecnica stratigrafica lambogliana si basa sul rapporto della sovrapposizione fisica tra strati e le strutture di un’area e tra la correlazione di ciascuno strato con la facies d’appartenenza, ovvero l’orizzonte fisico, chimico e/o biologico omogeneo di una successione stratigrafica. I reperti rinvenuti all’interno dei livelli, inoltre, permettono la
ricostruzione delle successioni cronologiche del sito, raccontando la trasformazione subita nel tempo.

Il metodo si fondava, inoltre, su:

  • l’accuratezza e minuziosità del lavoro;
  • la formazione specifica degli aspiranti archeologi, in modo da essere preparati ai problemi legati all’attività sul campo;
  • la classificazione dei reperti.

L’importanza della figura del Lamboglia nell’Archeologia Subacquea trova origine nel conseguimento della convenzione tra il Ministero della Marina e il Ministero della Pubblica Istruzione in quanto, grazie al suo approccio innovativo, l’Italia fu la prima nazione a utilizzare una imbarcazione finalizzata alla ricerca scientifica.

La nave Daino (1959), modificata per le esigenze dello scavo subacqueo, disponeva di una camera di  decompressione e una torretta batiscopica. Il Daino, in cinque anni di attività, vantò l’attivazione di 25 cantieri.

Nel 1957 Lamboglia fondò il Centro Sperimentale di Archeologia Sottomarina di Albenga e stipulò un’ulteriore convenzione tra L’Istituto di Studi Liguri e il Ministero della Pubblica Istruzione, il quale lo autorizzava alle attività di ricerca archeologica per conto del dicastero in tutti i mari italiani, pur concordando previamente i progetti con le Soprintendenze interessate.

Il Lamboglia, nella sua idea dell’universalità della conoscenza, cercò di collaborare con la Francia, anch’essa all’avanguardia in materia di archeologia subacquea. Questa cooperazione, purtroppo, non gli fu mai concessa.

Lamboglia comunque fu capace di perfezionare uno strumento funzionale alle ricerche archeologiche subacquee e di
divulgare la sua esperienza all’estero. Nel 1966 in Francia, infatti, nacque il DRASM (Direction des Recherches Arquéologiques Sous-Marines), l’attuale DRASSM (Département des Recherches Archéologiques Subaquatiques et Sous-Marines) che, come il centro di Albenga, aveva personale qualificato, un equipaggiamento moderno, una nave
d’appoggio (Archéonaute, 1968) nonché competenze tecniche e scientifiche estese a livello nazionale. I due organismi, inoltre, disponevano di finanziamenti riservati.

Il Ministero dei beni culturali, alla metà degli anni novanta, realizzò il decentramento delle attività di ricerca e di tutela, con la creazione del Servizio Tecnico per l’Archeologia Subacquea (S.T.A.S., 1986) che sostituì il Centro Sperimentale di Archeologia Sottomarina. La decentralizzazione portò alla creazione di nuclei subacquei, diretti dalle singole Soprintendenze Archeologiche, spesso funzionari archeologi non subacquei, che affidano
alle Forze dell’Ordine le attività archeologiche sommerse.

Con la smobilitazione del Daino, Lamboglia lavorò con una nuova imbarcazione, il Cycnus, fino alla sua dipartita a causa di un incidente avvenuto nel porto di Genova. Era il 10 gennaio 1977.

Bibliografia

📖 PETRIAGGI R., Nino Lamboglia, L’archeologia subacquea e la burocrazia: luci ed ombre di un rapporto tormentato, Archaeologia Maritima Mediterranea An International Journal on Underwater Archaeology, n IV, Fabrizio Serra Editore Pisa – Roma, 2007

📖 ZANINI E., Rileggere Nino Lamboglia una generazione dopo, Atti della Giornata di Studio L’eredità culturale di Nino Lamboglia Genova, 1 febbraio 2007 in Ligures Rivista di Archeologia, Storia, Arte e Cultura Ligure, n 6, Istituto Internazionale di Studi Liguri –
Bordighera, 2008.

Ti è piaciuto l'articolo?

Share on facebook
Share on twitter
Share on email

vuoi approfondire l'argomento?

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE: