Marzamemi e il Museo del Mare

Situata nella provincia di Siracusa, Marzamemi è un piccolo borgo marinaro, la cui toponomastica racconta dell’influenza araba in Sicilia, seppur controversa. Marzamemi, infatti, per alcuni prende origine dall’arabo Marsà al-ḥamāma, ovvero Baia delle Tortore, che ricorda l’imponente flusso del passaggio di questi uccelli in primavera. Altri, invece, sostengono che l’epiteto sia l’associazione dell’accostamento di due nomi: porto (Marza) e piccolo (Memi).

Punto d’origine della borgata è la tonnara, costruita dagli arabi intorno all’anno mille, e del vicino porto naturale. Il borgo fu venduto dagli spagnoli al Principe Villadorata (1630). I Villadorata ampliarono il complesso dell’antica tonnara attraverso l’edificazione di nuovi abitati destinati ai pescatori, che non ha subito ulteriori modificazioni fino a oggi.

Il Principe, inoltre, costruì una chiesa dedicata al santo protettore dei pescatori, San Francesco da Paola (1752). L’antica chiesa, abbandonata a causa dei danni strutturali subiti nella Seconda Guerra Mondiale, è oggi in disuso, essendo stata costruita una nuova chiesa nel 1945. In questo scenario incantevole, l’archeologo subacqueo e paleontologo Sebastiano Tusa, tragicamente scomparso nell’incidente aereo in Etiopia (marzo 2019), aveva chiesto al presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci di trasformare l’ex chiesa sconsacrata di San Francesco di Paola, in un Museo del Mare, dedicato alla memoria del Mare e degli uomini di mare, proprio per la vicinanza dell’edificio alla Tonnara.

La proposta fatta dall’assessore Tusa, sarà realizzata mediante il finanziamento di seicentomila euro del “Fondo di sviluppo e coesione 2014/2020 – Patto per la Sicilia”.

Bibliografia

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