Lucio Cecilio Giocondo: il banchiere di Pompei

La Casa di Lucio Cecilio Giocondo, ubicata nel Regio V Insula 1 nr. 26, fu costruita tra la fine del III e l’inizio del II secolo a.C., apparteneva ad un personaggio di spicco: il banchiere di Pompei. Sicuramente danneggiata dal terremoto del 62 d.C., subì numerose opere di restauro. Anche durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale subì qualche danno: fu necessario riposizionare le tegole del tetto, riordinare le colonne del peristilio e ripulire la pavimentazione.

Seppellita sotto una coltre di cenere durante l’eruzione del 79 d.C., venne alla luce grazie agli scavi borbonici nel 1844. Durante una seconda esplorazione, avvenuta tra il 3 ed il 5 luglio 1875, fu rinvenuto un piccolo forziere contenente 153 tavolette cerate. Queste sono una grandiosa testimonianza per la Storia Economica di Pompei: esse riportavano le somme degli affitti riscossi e le quote versate per l’acquisto di proprietà, relative alle transazioni avvenute fra il 52 e il 62.

Le tavolette cerate erano un supporto scrittorio comune nel mondo antico: tramite lo stilo, un bacchetto appuntito, si incideva il testo che rimaneva impresso sullo strato di cera. Qualora il testo fosse molto lungo potevano essere utilizzate più tavolette, poi tenute legate insieme. L’eruzione del Vesuvio ha carbonizzato le tavolette che, nonostante una notevole difficoltà, sono state decifrate.

In particolare, si tratta di ricevute (apochae) di vendite all’incanto e di altre piccole transazioni fra cittadini. Nelle ricevute sono presenti vari elementi: il nome delle parti, l’oggetto della vendita, i nomi dei testimoni e la somma anticipata dal banchiere. Le tavolette venivano sigillate con la ceralacca e assumevano il ruolo di prove documentali, simile agli attuali rogiti notarili.

Le transazioni in oggetto sono tutte molto modeste: la più alta in assoluto è di 38079 sesterzi. Questo ci è utile per capire chi usufruisse di questo servizio di intermediazione: commercianti e proprietari terrieri di medio calibro.

Riportiamo di seguito la traduzione:

“La somma di 38079 sesterzi venne data in obbligazione a Lucio Cecilio Giocondo per la vendita all’incanto di Marco Lucrezio Lero, essendo in essa compreso il 2% di aggio.
Marco Lucrezio Lero assentì di averla introitata da Lucio Cecilio Giocondo. Atto stipulato a Pompei il 22 gennaio sotto il consolato di Nerone Cesare e di Lucio Antistio (55 d.C.).”
(CIL IV 3340 X)

La casa, oltre a queste preziose testimonianze economiche, ci ha restituito anche affreschi in terzo stile, mosaici pavimentali e marmi di eccezionale valore artistico. Alcuni di questi pezzi di pregio sono adesso conservati presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, come le tavolette cerate rinvenute.

Bibliografia

📖 Pompei ed Ercolano: fra case e abitanti – Amedeo Maiuri – Giunti Editore – 1998
📖 POMPEI 12 tracce di vita intorno al denaro – Portale Numismatico dello Stato
📸 Concessione del Parco Archeologico di Pompei

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