Lo stendardo di Ur

Lo stendardo di Ur è un pannello ligneo ricoperto di bitume e intarsiato su entrambe le facce. Per gli inserti vennero usati frammenti di lapislazzuli e conchiglie marine, in particolare di tridacne tipiche dell’oceano Indiano.

Questo reperto è stato rinvenuto a cavallo fra il 1927 e il 1928, nella tomba 779 del cimitero reale della città di Ur, unitamente ad altri corredi funebri. Su entrambe le facce la figurazione si sviluppa su tre registri, i quali debbono essere osservati dal basso verso l’alto, separati da fasce ornamentali. L’archeologo Woolley lo interpretò come  stendardo da processione, tuttavia questa ipotesi non è più accreditata. Per i temi rappresentati, i due pannelli assumono il nome di faccia della pace e faccia della guerra.

Sul fronte dello stendardo si snodano scene di guerra in cui i nemici vengono travolti dai carri delle milizie di Ur. Oltre alla cavalleria, viene rappresentato anche il contingente militare della fanteria. I prigionieri sono portati al cospetto del sovrano, raffigurato nel registro superiore.

Il retro dello stendardo presenta invece le celebrazioni dell’impresa militare compiuta, riassunte nel banchetto e della processione alla presenza del re. Nel registro superiore il re, raffigurato di dimensioni maggiori per distinguerlo spiccatamente dalle altre figure, siede di fronte a sei commensali seduti; intorno cortigiani, danzatori, un coppiere e un arpista completano la scena. Nei registri inferiori è raffigurata una processione di contadini, commercianti e artigiani che portano in dono animali e vivande di vario genere.

Bibliografia

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