L’importanza dei relitti

Il mare, massa d’acqua imponente, racchiude in sé molti tesori e molte storie. I patrimoni che custodisce possono avere una rilevanza dal punto di vista ambientale e paesaggistico, riconosciuta attraverso la dichiarazione della zona come area marina protetta, o possono riportare alla luce frammenti della nostra storia, come nel caso dei rinvenimenti di relitti.

L’importanza dello scavo di un relitto è data dalla quantità d’informazioni che si possono desumere: può rivelare notizie legate al settore nautico, come le varie tecniche di costruzione dell’imbarcazione e le loro evoluzioni; può fornire elementi per ricostruire la vita a bordo; può offrire informazioni sulle rotte commerciali, sull’influenza economica e la gestione dei beni attraverso il carico trasportato.

Un’altra informazione importante riguarda l’accuratezza della datazione. Gli oggetti ritrovati sono utilizzati nel momento in cui la nave è naufragata, quindi la cronologia è determinata poiché il sito non ha subito ulteriori contaminazioni o sovrapposizioni stratigrafiche.

I principali reperti archeologici che si possono rinvenire sono le ancore, tracce del fasciame che, in alcuni casi, ha permesso di far luce sul sistema veliero e sugli organi di governo delle imbarcazioni, oltre alle informazioni strettamente legate al commercio e alle materie prime, come il caso dei lingotti a pelle di bue o pianoconvessi di rame rinvenuti nel relitto di Uluburun/Kaş, o dei pesi da bilancia del relitto di Capo Gelidonya, utilizzati all’arrivo nei diversi approdi, in base alle serie ponderali in uso, per poter effettuare i consueti scambi commerciali.

I ritrovamenti più comuni nei relitti sono le anfore, contenitori usati per il trasporto di generi alimentari come vino, olio e garum, sono spesso rinvenute illese e perfettamente stivate, raccontandoci come venivano posizionate al momento dell’imbarco. Lo studio delle anfore, inoltre, ha consentito di localizzare le maggiori fabbriche di vasellame del mondo antico, le peculiarità dei diversi modelli, aiutando a chiarire gli aspetti economi e commerciali del passato, nonché le tecniche di fabbricazione. L’analisi dei contenuti ha fornito anche importanti informazioni
enogastronomiche.

In base a un’attenta valutazione si decide se conservare i relitti in situ, come nel caso del Capo Graziano di Filicudi in cui sono stati trovati i resti di undici relitti, o di recuperare i materiali, dopo le consuete operazioni di conservazione e restauro, con lo scopo di raccontare la loro storia attraverso la musealizzazione.

Bibliografia

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