L’arte cassita

I Cassiti, popolazione dei monti Zagros, assunsero il potere nella Mesopotamia meridionale a seguito della grave crisi politica che colpì la I dinastia di Babilonia. Gli eventi militari che ne caratterizzarono il regno ci risultano da numerose evidenze testuali di natura diplomatica, in particolare gli Archivi di Amarna ci hanno restituito testimonianze sui rapporti intercorsi fra Babilonia e l’Egitto faraonico.

L’attività edilizia dei sovrani cassiti seguì le tradizioni babilonesi nel restauro dei principali santuari: l’attenzione fu posta sui grandi centri templari di Ur, Uruk, Isin, Nippur e Sippar.

Tra i complessi sacri di impronta più propriamente cassita troviamo il tempio dedicato a Inanna, dea della bellezza e dell’amore, inteso come relazione erotica. Edificato nella città di Uruk, il tempio mostra elementi ignoti all’architettura babilonese, come contrafforti angolari ed una cella a sviluppo longitudinale con entrata assiale e due ingressi laterali.

Il rilievo cassita comprende una serie di stele chiamate kudurru, opere che costituiscono un’espressione artistica peculiare della nuova cultura. I testi che venivano riprodotti sui kudurru erano per lo più atti giuridici seguiti da maledizioni contro i trasgressori e i profanatori del monumento. Erano probabilmente delle copie espositive di originali predisposti su tavolette.

Bibliografia

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