La Villa dei Mosaici di Spello

Spello, vicino a Perugia, deve la sua fondazione agli Umbri e, successivamente alla sua distruzione e ricostruzione, deve l’importanza della sua ricca cultura all’occupazione romana. Dal 2005, anno della fortuita scoperta, la città offre al visitatore un vero e proprio tesoro archeologico custodito in una villa imperiale poco fuori le mura cittadine.

Situata nei pressi della via Flaminia, strada che collega Roma a Rimini passando per l’Umbria, l’ampia dimora conserva in perfetto stato quasi 500 metri quadrati di mosaici pavimentali policromi di pregevole fattura, insieme a numerosi affreschi di ottima qualità.

Intorno al peristilio, mosaicato anch’esso con semplici motivi geometrici monocromi, si aprono dieci stanze dove è possibile ammirare molte immagini che danno il nome ai medesimi ambienti. Nella Stanza degli Uccelli ci sono delle cornici geometriche che racchiudono delle pernici. In un altro ambiente, la Stanza delle Anfore, troviamo disposte a croce quattro anfore stilizzate: queste richiamano i decori di una villa romana nei pressi di Tor Marancia.

Nella Sala del Sole Radiante vi è una ricca vegetazione lacustre nella quale si nascondono diversi esemplari di uccelli; si può desumere che il significato richiami la prosperità e fertilità. Nella probabile camera da letto si snoda una fantasia geometrica con motivo detto a croce di quattro squadre, semplice ed elegante con un raffinato contrasto cromatico.

Di grande valore e bellezza è la sala centrale del Triclinio, cioè l’ambiente più importante dove il padrone di casa mangiava e usava intrattenere gli ospiti più considerevoli. Della decorazione spicca la scena principale della mescita del vino sopra un grande cratere. Le allegorie delle Stagioni fanno da coro al Corteo Dionisiaco condotto dal dio del vino ed animato da satiri. Animali selvatici, tra cui le immancabili pantere di Dioniso, domestici come cinghiali, anatre e cervi insieme a quelli più fantasiosi vivacizzano i rimanenti spazi che si completano di molte parti geometriche.

Si è ipotizzato che il personaggio raffigurato fosse il proprietario della villa, forse un viticoltore, sicuramente molto ricco e potente. Ad oggi è ancora impossibile dargli un’identità certa per via della mancanza di targhe o documenti; mentre è possibile datare la struttura.

Gli archeologi che si sono occupati di riportare alla luce i numerosi resti sostengono che la villa presenta due fasi costruttive: la prima risale all’età augustea (27 a.C. – 14 d.C.) testimoniata dall’uso dal pavimento cementizio, mentre la seconda, in piena età imperiale, viene datata tra il II e III secolo per via degli stili degli affreschi distinti per un acceso cromatismo e una fluidità nel tocco pittorico.

Conosciuta come Splendidissima Colonia Iulia, a Spello si può anche visitare la Porta Venere con le Torri dodecagonali di Properzio risalenti anche loro all’età augustea. Fuori dal centro urbano si trovavano l’Anfiteatro e il Santuario.

Bibliografia

📖 https://www.archeologiaviva.it/14204/spello-e-la-villa-dei-mosaici/
📖 https://www.villadeimosaicidispello.it/villa/i-mosaici/
📖 https://www.sistemamuseo.it/ita/2/musei/128/spello-umbria-villa-dei-mosaici-di-spello/

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