La Tecnica dello Strappo

La Tecnica dello Strappo dà la possibilità di estrarre i millimetri più superficiali di un dipinto murale e riposizionarli in una nuova sede, solitamente una tela. Si sarà quindi trasportato un dipinto da supporto immobile a mobile.

Per estrarre un dipinto murale dal suo luogo originario vi è anche un’altra tecnica, ossia quella dello Stacco in cui, invece che estrarre solo la superficie della muratura se ne estraggono centimetri o, in taluni casi, l’intero spessore della parete.

La Tecnica dello Strappo nasce principalmente con due scopi. Il più antico, risalente almeno al ‘700, scaturisce dal punto di vista dell’osservatore e vuole trasferire l’opera dal suo ambiente d’origine ad uno più fruibile: un museo, nel migliore dei casi o un’abitazione privata. Il secondo scopo è più coerente con l’approccio contemporaneo e si basa sullo strettissimo rapporto tra le condizioni dell’immobile ospitante il dipinto ed il dipinto stesso. Appare quindi chiaro che se un edificio presenta pericolo di crollo o importanti problemi di umidità, i dipinti al suo interno ne saranno sicuramente interessati in modo negativo.

In quest’ottica i casi più recenti ed importanti si sono verificati nei periodi successivi alla II Guerra Mondiale e all’alluvione di Firenze del ‘66, dove sono sono stati strappati centinaia di metri quadrati di dipinti murali. Oggi le tecniche di estrazione non vengono quasi mai utilizzate, grazie ad un generale miglioramento delle condizioni degli edifici storici e per una concezione dell’opera d’arte sicuramente diversa.

Non più quindi solo oggetto artistico di cui fruire ma anche come documento storico, in fondamentale relazione con l’ambiente intorno ad esso che ne racconta la storia e l’identità. La tecnica dello strappo varia sensibilmente rispetto alla manualità dell’operatore e alla particolare situazione in cui la si effettua, ma se ne possono comunque individuare delle linee fondamentali.

La prima operazione da effettuare è la pulitura e il consolidamento del dipinto. Questa operazione è fondamentale per la buona riuscita dell’intera operazione di estrazione. Lo strappo interessa la parte più superficiale del dipinto, e se questa fosse uno strato di polvere incoerente piuttosto che la pellicola pittorica, il risultato finale sarebbe l’estrazione dello strato di polvere piuttosto che del dipinto.

In seconda istanza si stende uno strato di colla (originariamente colla forte) sulla pellicola pittorica a cui vanno poi adagiate una o più tele. Per rinforzare il sistema vanno aggiunti alla tela altri strati di colla e tessuti. È fondamentale che questi siano sovradimensionati rispetto alla superficie del dipinto e che rimanga una fascia perimetrale non incollata alla parete.

A questo punto si opera lo strappo vero e proprio. Una volta asciugata la colla si andranno a staccare dalla parete le tele, che porteranno con sé, grazie all’azione della colla, i primi millimetri della superficie dell’intonaco. Fatto ciò si stende il materiale strappato orizzontalmente, con le tele verso il basso e l’intonaco verso l’alto. L’intonaco va quindi reso il più omogeneo e sottile possibile tramite una leggera carteggiatura della superficie.

Bisogna ora stendere sull’intonaco una sostanza collante che non sia solubile in acqua a differenza della colla forte utilizzata per lo strappo. A questo scopo oltre che le resine artificiali moderne, si può utilizzare il caseinato di calcio; una proteina prodotta dal latte la quale, una volta asciutta, ha un forte potere adesivo e diviene resistente all’acqua.

Si stende quindi il caseinato sopra l’intonaco carteggiato e vi si posa superiormente la nuova tela. Una volta che si sia asciugato tutto il sistema, si capovolgeranno le tele e si andrà a rimuovere la colla animale con la semplice imbibizione di acqua calda, la quale andrà a distendere le proteine della colla annullandone il potere collante.

È in questa fase della lavorazione che risultano fondamentali due elementi: la differente natura dei collanti utilizzati e la tecnica artistica del dipinto murale. Il grosso apporto di acqua non deve infatti interagire con i leganti del dipinto o con la seconda colla utilizzata, il che andrebbe ovviamente a compromettere l’intero riporto. Dissolta la colla forte sarà ora facile rimuovere le tele di strappo mostrando finalmente il dipinto, ormai fissato al nuovo supporto.

Bibliografia

Potrai trovare la bibliografia relativa agli articoli di Restauro e Conservazione nella pagina della Rubrica, sotto l’elenco degli articoli consultabili.

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