La storia del porto di Ostium e Portus

Il sistema portuale di Roma è andato modificandosi con l’evoluzione della civiltà romana. Le città di Ostium (Ostia), in età repubblicana, e di Portus (Porto), per l’età imperiale, costituivano il fronte dello sbocco di Roma sul
mare, sfruttando la via fluviale rappresentata dal Tevere, attraverso il quale le merci arrivavano alla capitale.

Infatti, il sistema portuale era organizzato in tre zone:

  • il polo costiero, rappresentato dalla città di Porto, dal porto di Ostia che prevedeva uno scalo fluviale e dall’Isola Sacra;
  • il Tevere, intercalato da attracchi specializzati nella gestione dei materiali da costruzione, il legname e il sale;
  • gli scali urbani.

Quest’assestamento funzionale è il frutto dell’evoluzione di vari eventi storici che iniziano con la fondazione di Ostia.
Secondo la testimonianza di Livio (I v. 33, 9), Ostia sarebbe stata fondata dopo la distruzione di Alba, quando i Romani entrarono in conflitto con gli Etruschi per l’approvvigionamento del sale, oltre che per conquistare uno
sbocco diretto sul mare.

Dare una datazione precisa risulta difficile, in quanto la letteratura ci racconta che furono fondate delle colonie marittime (Livio VII v. 25,4; 26,15), i porti di Anzio (338 a.C.) e di Terracina (Anxur, 329 a.C.) e il castrum ostiense per proteggere il commercio marittimo e fluviale dalle depredazioni dei pirati greci.

Dopo la seconda guerra Punica, Ostia diventa una base navale da guerra (III a.C.) fondamentale sia per la
protezione della costa, sia per il rifornimento dei legionari. Durante il II secolo a.C. diventa invece il porto commerciale di riferimento per l’importazione di legname da costruzione e del grano proveniente dalla
Sicilia e dalla Sardegna, e successivamente dall’Africa, quando diviene provincia dopo la disfatta di Cartagine.

Ostia, negli ultimi anni della Repubblica, è anche riconosciuta come il fulcro nella lotta tra Mario e Silla. Dopo la presa di Cartagine, Roma non si interessò del controllo del mare, permettendo ai pirati di saccheggiare il porto ostiense (67 a.C.).

Durante l’impero, Cesare pianificò un amplio programma di opere pubbliche nel quale incluse il potenziamento del sistema portuario. Il progetto prevedeva la realizzazione di un canale artificiale per garantire una maggiore sicurezza nella navigazione verso oriente, che mettesse in comunicazione il Tevere con i porti del meridione, e un porto per facilitare i commerci con la Gallia, la Penisola Iberica e la Sardegna. Purtroppo questo progetto non fu mai realizzato.

In età augustea, con la crescente prosperità economica e commerciale, si riscontrò l’inadeguatezza del porto di Ostia che non essendo sufficientemente ampio e sicuro per la flotta oneraria di Alessandria, fu sostituito dal porto di Pozzuoli.

L’imperatore Claudio (I d.C.), riprese il progetto di Cesare, sperando di poter risolvere il problema dell’approvvigionamento del frumento a Roma. Nel 42 d.C. a 3Km al nord della foce del Tevere, iniziarono i lavori per la creazione del bacino artificiale che comunicava con il Tevere attraverso la realizzazione di canali di allagamento, utili anche in caso di piena del fiume.

I lavori di adeguamento del porto si concretizzarono con l’aggiunta di due moli artificiali alla rada preesistente, conseguendo una forma a tenaglia. Nel 62 d.C. il porto era in uso ma non riuscì a svincolare Roma dal molo di
Pozzuoli, in quanto non si era rivelato efficiente a causa dei fenomeni di insabbiamento causati dalla vicinanza alla foce del Tevere.

Successivamente, anche Nerone riprese il progetto di Cesare, riproponendo un canale che dal lago di Averno, situato in prossimità dell’area puteolana, fino ad Ostia. Nemmeno questo progetto fu mai realizzato.

Con Traiano, si giunse finalmente a una nuova soluzione. Al porto di Claudio si realizzò un bacino artificiale di
forma esagonale nell’area più interna, di una capienza massima di cento imbarcazioni, pianificando un nuovo canale di collegamento col Tevere, la Fossa Traiana.

l nuovo assetto portuale consentì la nascita di un nuovo centro urbano, Portus, l’insediamento nel quale si edificarono impianti di stoccaggio, uffici e residenze per svolgere le attività commerciali legate al vicino porto di Claudio e Traiano.

Nel III secolo la città di Porto era più forte economicamente della città di Ostia, che divenne una semplice città
residenziale fino al completo abbandonano. La nuova conformazione del sistema portuale fu così efficiente da far
diventare il porto di Claudio e Traiano il più importante del Mediterraneo, divenendo il punto nevralgico degli scambi commerciali delle rotte orientali e occidentali, determinando la decadenza di Pozzuoli.

Bibliografia

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