La pratica agonistica in Mesopotamia

Le nostre conoscenze sulla pratica agonistica mesopotamica trovano riscontro nell’archeologia: alcune fra le discipline praticate erano la lotta e le corse dei carri.
Nella città di Ashumak, nei pressi di Baghdad, sono state rinvenute delle tavolette del 3° millennio a.C. che riportano due pugili in combattimento.
Gli Assiri davano molta importanza all’attività fisica, tanto da abbinarci anche un’alimentazione controllata e adatta a favorire le performance fisiche. Godeva di particolare popolarità l’attività venatoria, quale attività preparatoria e propedeutica alla guerra. I trofei di caccia di maggior valore erano rappresentati dai leoni: lo dimostrano le evidenze archeologiche che restituiscono numerose rappresentazioni di re e guerrieri armati nell’atto di sconfiggere questi grandi felini. Sempre le rappresentazioni artistiche ci testimoniano la confidenza che questo popolo aveva con il nuoto e il canottaggio.
Gli Ittiti, popolo di combattenti a cavallo, furono i primi ad utilizzare i carri anche a scopo agonistico.
In alcuni testi cuneiforme, rivenuti in Turchia, vengono citati agoni equestri, la cui vittoria conferiva il titolo di auriga del carro reale.

Bibliografia

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