La nostra arte rischia di fare la fine del dipinto restaurato in Spagna?

Avrete sicuramente visto in rete i “restauri” che ogni tanto avvengono in Spagna, dalla più recente Immacolata concezione di Valencia al più famoso Ecce Homo di un paese vicino Saragozza.

Tutti ci siamo fatti una risata davanti a queste facce deformate e completamente piatte, si potrebbero quindi definire spassosi, divertenti, perfetto materiale per meme, ma la definizione chiave è, a parer mio, imbarazzanti.

Proviamo infatti una sorta di divertito imbarazzo nel vedere quei rifacimenti, rimaniamo increduli che possano avvenire certi scempi in una società fatta di leggi, controlli, professioni specializzate e cultura enormemente più diffusa rispetto a qualche decina di anni fa.

Eppure accadono.

L’imbarazzo lo hanno provato sicuramente anche gli autori di quei “restauri” che hanno visto la propria opera diffusa in tutto il mondo e presa in giro da un numero incalcolabile di persone.

A questo punto è quindi lecito chiedersi chi sono questi restauratori.

Prendendo i casi più iconici si parla di un’ottantenne locale appassionata d’arte per l’ecce homo di Saragozza, di uno studio di decoratori per la statua di San Giorgio in una chiesa della Navarra, e un restauratore di mobili per il più recente caso del dipinto dell’immacolata concezione. A tal proposito vi una veloce ricerca su internet perché ne  vale assolutamente la pena.

Appare chiaro insomma che ci sia un problema di fondo, com’è possibile che si possa dare in mano un’opera antica, sia essa bella o brutta, celebre o sconosciuta, eccezionale o banale, a personale non specializzato?

Per rispondere a questa domanda bisogna guardare al contesto, all’estero vi sono regole molto meno stringenti delle nostre riguardo alla tutela dei beni culturali, se osservate lo stato di conservazione delle decorazioni architettoniche, dei dipinti, o dei beni museali esteri appaiono solitamente in ottimo stato, come fossero state prodotte o restaurate di recente, questo perché i restauri sono in genere molto meno conservativi dei nostri, tendendo infatti a ricostruire maggiormente le eventuali lacune lasciate dal tempo.

Tornando in Spagna la professione del restauratore non è normata come in Italia, perciò è perfettamente legale, e quindi previsto, che affreschi antichi siano restaurati da persone non preparate che rischiano di deturpare nel presente e, utilizzando prodotti inappropriati, di dare il via a reazioni che degraderanno l’opera in futuro.

Grazie alla nostra storia artistica, vasta e fondamentale per l’occidente, e a figure di storici dell’arte come quella di Cesare Brandi, di cui ho già parlato in un articolo a lui dedicato, dal ‘900 abbiamo sempre avuto restauri o rifacimenti molto rispettosi nei confronti delle opere d’arte e più in generale della storia.

Per giustificare queste parole, e per rassicurarvi sul fatto che difficilmente potremmo mai avere casi di restauri imbarazzanti in Italia, vorrei sintetizzarvi il rapporto tra stato, restauratore e bene culturale in Italia.

Innanzi tutto, lo stato e i privati cittadini hanno l’obbligo alla tutela dei propri beni culturali e  ogni operazione, sia essa una piccola manutenzione o un importante restauro, deve essere approvata da un fondamentale apparato dello stato, ossia le Soprintendenze per l’archeologia, belle arti e del paesaggio, dislocate per tutto il territorio nazionale.

Gli unici che possono lavorare sui beni culturali, o sulle loro parti decorative in caso di immobili, sono i restauratori abilitati. Inoltre il percorso di studi che porta all’abilitazione comporta ore pratiche, lo studio della storia dell’arte, ma anche di discipline correlate come la biologia, la chimica, la fisica e la diagnostica legata ai beni culturali.

In definitiva grazie al nostro sistema culturale e legislativo non troverete molto facilmente decoratori, pittori o appassionati d’arte lavorare su dei beni culturali.

Certo è che di tutto ciò c’è anche il rovescio della medaglia, tutto questo meccanismo fa aumentare enormemente il prezzo e il tempo dei restauri, tanto che i privati non sempre sono entusiasti nel sapere che una loro proprietà sia stata messa sotto tutela.

Bibliografia

📖 www.corrieredellasera.it
📖 www.ilfoglio.it
📸 www.corrieredellasera.it – Europa Press

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