Introduzione all’Archeologia Subacquea

L’Archeologia è la scienza che si impegna a ricostruire la storia e le tradizioni delle antiche civiltà mediante l’analisi delle testimonianze materiali, acquisite attraverso lo scavo archeologico, e dei riferimenti letterari e iconografici. L’archeologia ha un campo di studio così ampio che è stato necessario suddividerlo in differenti aree tematiche sia in base ai riferimenti storici e/o alla sfera geografica, come per esempio l’Archeologia Medievale in relazione al periodo storico in cui si è sviluppata o l’Archeologia Vicino Orientale, sia per gli ambiti di ricerca rispetto alla tipologia di reperti o per l’utilizzo di specifiche tecnologia come, rispettivamente, l’Archeologia dell’Architettura e l’Archeologia Subacquea.

L’Archeologia Subacquea ha permesso di ampliare il campo dell’indagine archeologica ai siti sommersi. La tipologia di siti che si possono indagare è varia poiché può interessare diversi ambiti morfologici e può condurre al ritrovamento di molteplici contesti. Lo scavo in una zona lacustre, per esempio, può portare alla scoperta di un insediamento palafitticolo o di imbarcazioni; negli ambiti fluviali si possono trovare testimonianze dei traffici commerciali; in prossimità delle aree marine, invece, è possibile rinvenire antichi porti, come Hadria, città o tratti di costa sommersi, come Baia sommersa, e relitti, come le navi di Nemi.

Le tecniche di scavo subacqueo non differiscono dai metodi utilizzati sulla terra ferma. Si procede, infatti, a scavare per settori o trincee facendo attenzione a distinguere gli strati archeologici. Lo scavo è per sua stessa natura distruttivo e per questo è fondamentale recuperare gli oggetti rivenuti e documentare minuziosamente il sito archeologico, anche attraverso il rilevamento dei reperti.

Per poter realizzare queste operazioni sott’acqua è necessario utilizzare la sorbona o il boccalino lancia acqua che servono per eliminare gli strati di sedimentazione formatasi, permettendo di mettere in luce ogni strato del fondale. Ogni piano stratigrafico verrà poi documentato e fotografato per poter ricostruire visivamente il sito. I reperti, dopo essere stati fotografati, sono inviati in superficie mediante l’utilizzo di apposite ceste fornite di un pallone di sollevamento o attraverso la gru della lancia di appoggio, in base alla loro dimensione, e adagiate nei contenitori.

Dopo aver recuperato i reperti e/o le strutture, inizia la fase finale dello scavo, proprio come lo scavo di terra, che prevede l’analisi delle informazioni rinvenute mediante lo studio delle testimonianze materiali, nella successiva documentazionedivulgazione e musealizzazione.

Bibliografia

📖 Archeologia Subacquea – C. Moccheggiani Carpano- Fratelli Palombi Editori – 1986

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