Il Tempio di Saturno

Alle pendici del Campidoglio, nell’antico Foro Romano, sono ancora ben visibili otto grandi colonne che dominano l’intera area. Si tratta della facciata nord del tempio dedicato a Saturno, culto esistente, da quanto ne sappiamo, già dal periodo monarchico. Stando alle fonti del I secolo a.C., la leggenda vuole che fosse stato Eracle a sacralizzare un altare in questa zona, più probabile, invece, che fosse Tarquinio il Superbo a voler realizzare un grande tempio che dominasse l’intera area. Con la sua cacciata da Roma l’inaugurazione venne meno, e si protrasse fino all’epoca repubblicana. Certezze non ce ne sono, ma l’idea più accreditata dagli studiosi è che venne inaugurato tra il 501 e il 498 a.C. forse sotto il primo consolato di Titus Larcius.

Con l’avvento di Marco Antonio, e poi di Ottaviano, il tempio riprese importanza e fu soggetto a opere di ricostruzione. Ottaviano, futuro Augusto, lo usò in termini propagandistici facendolo abbellire di tritoni con conchiglie che avevano, nel nuovo immaginario augusteo, riferimento alla vittoria navale di Azio contro il rivale Marco Antonio (31 a.C.).

Quello che oggi si osserva è un alto podio in cemento rivestito di travertino, sul quale poggiano i fusti delle colonne sormontati da capitelli ionici che sicuramente appartengono al rifacimento del III secolo. la trabeazione che sormonta i fusti è di riuso: si osserva nel fregio e nell’architrave decorazioni del III-II secolo, mentre la parte posteriore fu ampliata per far spazio a un’iscrizione dedicatoria che commemorava l’incendio che distrusse l’intero edificio.

Da questi elementi è possibile definire la tipologia di Tempio: era esastilo, come la maggior parte degli edifici greci, con undici colonne che correvano sui due lati lunghi rendendolo periptero. Era presente un largo pronao e all’interno una cella con il simulacro della divinità. Entrati da Est, vi era presente un vano dove si pensa che vi fosse accolto l’erario, cioè il tesoro di Roma.

La funzione principale del tempio era quella di adorare Saturno, cioè Kronos per i greci. Era il dio dell’agricoltura e della ricchezza, rappresentato con gli attributi di un mantello, di una falce e di una clessidra se si vuol intendere non il padre di Zeus, ma il signore del tempo. A lui erano dedicati i Saturnali, cioè festività che cadevano a dicembre.

Oltre a questo, il tempio aveva anche un’importante funzione civica: era infatti considerato come Tesoreria di Stato, posta sotto il controllo dei questori; vi si effettuava anche la pesatura del metallo prezioso. Erano poi raccolti anche gli archivi dello stato, quelli delle nascite e quelli delle ambascerie. Tesoro e archivio vennero poi trasferiti in altri edifici adibiti a questi specifici compiti.

Bibliografia

📖 L’ architettura romana: dagli inizi del III secolo a. C. alla fine dell’alto impero. I monumenti pubblici, P. Gros, traduzione a cura di M. G. Guidobaldi, Milano

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