Il Sarcofago delle Amazzoni

Il Sarcofago delle Amazzoni è un sarcofago etrusco scolpito in alabastro calcareo. Si presenta con una lunghezza di quasi 2 metri e colpisce per la sua maestosità. Fu rinvenuto a Tarquinia, presso la necropoli di Monterozzi il 21/09/1869. Il Governo Sabaudo lo destinò al Regio Museo Archeologico di Firenze nel 1872 e tutt’oggi vi è conservato.

Il sarcofago è un rarissimo esempio di pittura antica, tempera di natura sia organica che minerale stesa su pietra. Si presume che il manufatto fosse stato prodotto in Grecia o in una delle colonie della Magna Grecia (probabilmente di scuola tarantina), almeno per quanto riguarda la cassa e poi spedito in Italia, commissionato da una famiglia etrusca di rango benestante. L’alabastro calcareo bianco infatti non era presente in Etruria.

I quattro lati della cassa, un parallelepipedo a facce lisce, sono decorati da pitture che rappresentano il tema dell’amazzonomachia. Composta da 25 personaggi, la scena si sviluppa in modo armonico e simmetrico: su entrambe i lati lunghi troviamo due figure a cavallo agli estremi e una al centro insieme a due coppie a piedi.

Il tema riprodotto è quello della morte eroica e della gestione del trapasso come una sublimazione del senso della vita stessa. Pur non essendo dichiarato, in queste immagini si può riconoscere l’iconografia del mito di Achille e Pentesilea. In particolare, una coppia di combattenti sul lato corto della cassa riporta una figura femminile completamente nuda, distinta dalle altre perché indossa gioielli, e un uomo che la afferra per i capelli brandendo una spada.

Il coperchio riproduce il tetto di un tempio: i frontoni del tetto riportano scolpita la raffigurazione del mito di Atteone, tema tipicamente etrusco.

Il sarcofago riporta due iscrizioni in lingua etrusca: una grande sullo spiovente del coperchio, incisa sulla pietra al momento della fabbricazione, che riporta il nome della defunta “Ramtha Huzcnai”; l’altra, aggiunta successivamente rovinando parzialmente la pittura, si trova invece su uno dei lati lunghi della cassa e riporta un encomio verso la defunta.

Bibliografia

📖 R. Bianchi Bandinelli e M. Torelli – L’arte dell’antichità classica: Etruria-Roma – Utet – 1976
📖 Il Sarcofago delle Amazzoni – A. Bottini e E. Setari – Mondadori Electa – 2007

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