Il progetto Kaukana

In prossimità di Punta Secca, nell’area sud-est della penisola siciliana, in provincia di Ragusa, è ubicato l’antico villaggio romano di Kaukana, a poche miglia dalla fondazione greca di Kamarina (in greco Καμάρινα).

Dato l’interesse storico e archeologico dell’area, l’Università di Udine, congiuntamente con la Soprintendenza del Mare della Regione Sicilia e la collaborazione del Institute of Nautical Archaeology di College Station (Texas, Stati Uniti) e del centro subacqueo Blu Diving, hanno dato vita al Progetto Kaukana, che offre sia un’opportunità di indagine scientifica sia un’esperienza didattica per gli studenti universitari.

Nel novembre 2017, iniziarono le prime indagini archeologiche dirette da Massimo Capulli, professore di Archeologia Subacquea e Navale dell’ateneo friulano, e da Sebastiano Tusa, Soprintendente del Mare e Assessore ai Beni Culturali della Regione Sicilia.

Nelle acque antistanti il villaggio romano si investigò il Relitto di Kaukana, per poi proseguire nel 2018 nella zona della baia di Kamarina e Ispica. Queste investigazioni ebbero lo scopo di ricostruire la relazione tra i centri costieri e interni della regione basandosi sui testi di cartografia e navigazione antica e sulle prospezioni archeologiche.

Leggere i testi antichi permette di ricostruire il paesaggio antico, attualmente mutato a causa dai processi erosivi. Da queste comparazioni è stato possibile delineare la relazione tra le reti commerciali e le torri d’avvistamento. Queste torri, in uso già nel Medioevo e utilizzate anche nel XVI secolo nella dominazione spagnola, monitoravano la costa e comunicavano tra loro sul fronte costiero e interno, essendo incorporato in una rete di torri d’avvistamento nell’entroterra con fulcro a Ragusa.

Le torri incluse nelle indagini furono:

  • Cabrera;
  • Scalambri;
  • Mezzo;
  • Vigliena;
  • Camarina.

Dagli studi si sono consolidati l’utilizzo di alcune reti commerciali, come nel caso di Capo Scarami e Malta, testimoniato dal Relitto di
Colonne (II sec. d. C.). Nella seconda campagna di scavo (2018), è stata presa in esame un’area nella quale dagli anni ’70 erano noti due relitti, il sito di Colonne (fine II d. C.) localizzato da A. J. Parker nel 1975 e scavato dallo stesso tra ’89-96, e Tafurrea (XIII – XIV d. C.). La testimonianza dei due naufragi e le quattro ancore individuate in prossimità della riva, suggeriscono che la zona era interessata da
traffici commerciali e, essendo un’area parzialmente indagata e potenzialmente ricca di informazioni, gettano le basi per future ricerche.

Nell’autunno del 2018 l’Università di Udine è stata invita, inoltre, dal Soprintendente Tusa all’indagine su un nuovo relitto localizzato a 48 Km a est di Punta Secca. L’area si presentò caratterizzata dalla presenza di numerose anfore e sacchi di sabbia, congiuntamente con due travi di un’imbarcazione. Per le prossime campagne di scavo sono previste una serie di ulteriore attività come la prospezione della costa in prossimità del relitto e l’analisi delle fonti storiche sull’area in questione.

Bibliografia

📖 CAPPULLI M., INNOCENTI D., The Kaukana Project An Ancient Sicilian Maritim Landscape, INA Quarterly 46.1/2 Spring 2019, www.nauticalarch.org.
📖 UGGIERI G., Kaukana: l’identificazione problematica di un porto della Sicilia meridionale, JAT, n XXVII, 2017.
📖 SCERRA S., Kaukana, Capo Scalimbri e Punta Secca: nuove osservazioni, Journal of Ancient Topography – Rivista di Topografia Antica, n XXV, Mario Congedo Editore, 2015.

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