Il mito di Galatea e Polifemo

Molti di voi conosceranno già Polifemo come uno dei personaggi che nell’Odissea ostacola in qualche modo il peregrinare di Ulisse. Il Ciclope era nato dall’unione di Poseidone con una ninfa del mare, Toosa. Omero lo descrive nel nono libro della sua opera, con queste parole:

“Qui un uomo aveva tana, un mostro, che greggi pasceva, solo, in disparte, e con gli altri non si mischiava, ma solo viveva, aveva animo ingiusto. Era un mostro gigante; e non somigliava a un uomo mangiator di pane, ma a picco selvoso d’eccelsi monti, che appare isolato dagli altri.” (Odissea – libro IX – vv. 187-192)

Omero non è il solo autore che ci lascia traccia scritta di Polifemo. Difatti, egli è presente anche nelle opere di Teocrito e di Euripide.

È Ovidio però, colui che ci racconta la storia che lo lega a Galatea, nella sua Metamorfosi.

Galatea era una ninfa del mare, figlia di Doride e Nereo. Il mito narra che ella fosse innamorata di Aci, un giovane bellissimo pastore, che la ricambiava. Egli non era però il solo ad aver subito il fascino della ninfa: anche Polifemo nutriva un sentimento per lei.  Il ciclope tentò di attirare l’attenzione di Galatea con il suono del suo flauto, senza però riuscire nel suo intento. Adirato dalla gelosia, trovando i due amanti al chiaro di luna in riva al mare, scagliò contro il pastore un grosso masso di lava, schiacciandolo e lasciandolo senza vita. Galatea, disperata per aver perso il suo compagno, trasformò il suo sangue in una sorgente per poter mantenere vivo il loro amore.

Riattualizzando il mito, possiamo trovare un forte riscontro nella toponomastica del luogo. Sono difatti molti i comuni che riportano come prefisso Aci, prima fra tutti Aci Trezza nota anche per essere l’ambientazione de I Malavoglia di Verga.

Bibliografia

🏺 Ovidio – Metamorfosi
🏺 Omero – Odissea
📖 Anna Maria Carassiti – Dizionario di mitologia greca e romana – Newton Compton Editori – 1996
📖 Joel Schmidt – Dizionario della mitologia greca e romana – Gremese Editore – 1986
📸 Concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo e del Museo Archeologico Nazionale di Napoli – Ph. Giorgio Albano

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