Il Latino Arcaico

Il latino arcaico è la fase iniziale della lingua latina, la prima espressione delle comunità dedite ad agricoltura e soprattutto a pastorizia, stanziatesi intorno all’VIII sec. a.C. nella regione del Latium vetus, tra il Tevere e i Colli Albani.

Questa lingua, che era in un primo momento solo parlata, recepiva in sé molteplici influenze provenienti dal greco e dai vari dialetti italici con cui era venuta in contatto, come l’umbro, l’osco e l’etrusco. Nella fase del latino arcaico, che arriva fino alla nascita del latino classico, il cui esponente fondamentale è Cicerone (I a.C.), i Romani appresero infatti l’alfabeto proprio dagli Etruschi, popolo più raffinato ed evoluto degli stessi Latini.

Gli Etruschi lasciarono tracce indelebili non solo nella lingua latina (parole di origine etrusca in latino sono ad esempio populus, taberna, histrio e persona), ma anche nella società e nella cultura, arrivando nel VI secolo, nella cosiddetta età monarchica, a regnare sull’Urbe.

L’influenza greca si nota invece soprattutto nella sfera del diritto e in quella teatrale. Nel primo caso la leggenda narra di decemviri incaricati di recarsi ad Atene intorno alla metà del V a.C. con lo scopo di approfondire la conoscenza dell’operato legislativo di Solone e di redigere il primo codice romano di leggi scritte (Leggi delle XII tavole).

Alcune parole del lessico giuridico latino, come ad esempio poena, sono infatti prestiti greci. Per quanto riguarda il teatro, il popolo romano fu talmente stregato dalle forme di teatro popolari diffuse in Magna Grecia, come il mimo o la farsa, da riportarne le caratteristiche nel genere dell’atellana, prima espressione di quella comicità grottesca e pungente, che sarà poi al centro delle commedie di Plauto.

I più antichi documenti della lingua latina risalgono al periodo, compreso tra VI e IV a.C., in cui la cultura orale prevaleva ancora su quella scritta e la scrittura era utilizzata solamente per scopi pratici e non letterari. Ricordiamo ad esempio l’iscrizione contenuta nel Vaso di Duenos (VI-V a.C.), ritrovato nella valle fra il colle Quirinale e il Viminale; la Cista Ficoroni (dal cognome dell’antiquario del Settecento che la scoprì), un portagioielli donato da una matrona alla figlia, con incisa la dedica e il nome dell’artigiano che la realizzò; i carmina (Carmen Arvale, Carmen Saliare…), contenenti, in versi saturni, formule religiose e giuridiche, giuramenti e precetti e infine il Lapis Satricanus (dal nome della città di rinvenimento, Satrico, vicino ad Anzio), che riporta la dedica di un dono votivo al dio Marte (qui riportato nella forma arcaica Mamartei, che ritroviamo anche nel Carmen Arvale).

CARATTERISTICHE FONOLOGICHE

Grazie ai documenti e ai reperti archeologici scoperti, possiamo evidenziare alcune peculiarità, che distinguono il latino arcaico da quello classico:

  • Diversi dittonghi (AI per AE; OI per OE; EI per I; AU per O; OU per U);
  • Diverse desinenze per il nominativo e l’accusativo singolare della seconda declinazione (-OS per -US e -OM per -UM);
  • Tendenza ad evitare il rotacismo (il genitivo plurale della prima declinazione è –ASOM al posto di –ARUM e per la seconda declinazione è – OSOM al posto di –ORUM);
  • Tendenza ad evitare la lettera “X”, sostituendola con “ks”, “cs”, “gs” (reks e non rex).

GRAMMATICA

  • Nel latino arcaico esisteva un caso in più, rispetto ai canonici sei del latino classico, ovvero il caso locativo, utilizzato per indicare la posizione;
  • Nella flessione dei pronomi personali di prima, seconda e terza persona singolare e terza persona plurale, l’accusativo è identico all’ablativo (med-med; ted-ted; sed-sed);
  • Uscita in -ABOS (prima declinazione) e in –EBOS (terza declinazione) nel dativo e ablativo plurali.

Bibliografia

📖 L. Perelli, Storia della letteratura latina, Ed. Paravia, 1977
📖 L. Serianni, G. Antonelli, Manuale di linguistica italiana. Storia, attualità, grammatica, Ed. Pearson, 2011
📖 F. Stolz, A. debrunner, W.P. Schmid, Storia della lingua latina, Pàtron Editore, 1993
📖 I.R. Palmer, La lingua latina, Einaudi, 1977
📖 M. Conti, Letteratura latina, Vol. 1 A, Sansoni per la scuola, 2006

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