Il dio Thor

In antico nordico (si può anche scrivere con la fricativa dentale sorda, θórr) è il dio del tuono. In alto tedesco antico era Donner, Donar nella mitologia norvegese. Difatti, in tedesco es donnert significa piove, tuona. Donnerstand è il giorno di Giove, ovvero il giovedì: Thorstag in norvegese. Secondo l’interpretatio romana questa divinità corrisponde a Giove anche se non è stato sempre così. La caratteristica del tuono e quella di scagliare i fulmini, che contraddistingue la divinità greca Zeus, fanno assimilare proprio a lui questo dio.

L’attributo del dio è il martello, che scaglia contro i demoni e i mostri e che torna indietro come se fosse un boomerang. Il manico corto che contraddistingue il martello, si chiama Mjølnir e cela una mito alla sua origine: ai nani era attribuita l’abilità di fabbricare le armi e forgiare i metalli, poichè sapevano scavare e riconoscere i metalli preziosi. Secondo questo mito, i nani avrebbero tirato troppo presto il martello fuori dal forno, per un errore di calcolo dei tempi di forgiatura.

Secondo il mito raccontato da Snorri Sturluson, il dio Loki avrebbe scommesso con il Nano Brokkr che il fabbro Sindri, suo fratello, non sarebbe stato capace di produrre manufatti prodigiosi quanto quelli prodotti da un’altra stirpe di Nani.

I poteri magici che caratterizzavano il Mjöllnir erano:

  • la capacità di frantumare qualsiasi materiale;
  • la capacità di ritornare nelle mani di colui che lo avesse lanciato, come un boomerang;
  • la capacità di rimpicciolirsi per essere nascosto e facilmente trasportabile;
  • la capacità di resuscitare i morti.

Thor, rispetto a Odino e alle altre divinità che fanno parte del gruppo degli Asi, è un dio che occupa sempre un posto di secondo piano, ma allo stesso tempo un dio di cui tante volte ci si può burlare. Come se non venisse preso sul serio, è una divinità con cui in qualche modo ci si consente sempre un atteggiamento pressoché confidenziale. A volte viene anche presentato come dio tipicamente germanico e protettore della famiglia.

È rappresentato come un fusto, un grande omone dal fisico prestante dai capelli biondi/rossicci e barba fluente. Dal punto di vista esteriore ha un fisico tipicamente germanico. Questo comunque secondo dei cliché che sono stati fissati da Tacito e che anche oggi rimangono inalterati. Nei primi capitoli della Germania, Tacito fa una descrizione degli uomini prestanti e delle loro caratteristiche.

Proprio con Tacito però l’interpretazione della divinità non è quella di Giove. Con quest’ultima si assimila non solo per via dei fulmini ma anche per quello che riguarda i benefici che la pioggia può portare: questo attributo avvicina Thor anche alle divinità di tipo vanico, quindi divinità che garantiscono il buon raccolto, la protezione della famiglia, della fertilità, etc. Il fatto che Thor annunci il disgelo è un atteggiamento di tipo vanico.

Nelle parole della Germania di Tacito, si può intravedere un’altra associazione: per alcuni studiosi Thor si identifica con Ercole. L’opera di Tacito sarebbe però l’unica fonte in cui troviamo traccia di questa associazione: la sua prestanza fisica, la sua forza e audacia possono portare il lettore a questa interpretazione. Tacito però negli Annales, opera successiva alla Germania, non riporta più questa opzione. Se ne era forse ravveduto?

Thor è citato anche nella formula del neofita sassone che deve approcciarsi alla religione cristiana. C’è una contrapposizione molto netta tra Odino e Thor: quest’ultimo è considerato come un dio del popolo, mentre Odino è una divinità aristocratica, una divinità nobile. Potremmo definirla una contrapposizione di classe.

Bibliografia

🏺 Germania – Tacito
🏺 Edda Poetica – Snorri Sturlson
📖 Mitologia nordica: le antiche credenze religiose dei popoli settentrionali – Gaetano Silvestri – Hoepli – 1924
💻 www.bifrost.it
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