Il Circo Massimo

La valle tra il Palatino e l’Aventino, in prossimità del fiume Tevere, ospita il più grande circo romano ad oggi conservato: il Circo Massimo.

Dionigi di Alicarnasso asserisce che le prime strutture lignee risalirebbero al VI secolo a.C., cioè all’epoca di Tarquinio Prisco, che le installò per festeggiare con dei Ludi la conquista della cittadella latina Apiolae. Strutture in mattoni permanenti vennero erette durante il II secolo a.C., e, infine, è con Giulio Cesare che si definisce la forma della struttura.

Deputato a far gareggiare i cavalli, la pista ellittica misurava 600 metri di lunghezza e 140 di larghezza; i sedili (cavea) di pietra poggiavano su strutture radiali in muratura che crescevano d’altezza ed erano dotati di scale e passaggi per collegare i diversi settori con la parte esterna. La facciata prevedeva tre ordini semplici di arcate aperte che ospitavano negozi, botteghe ed abitazioni.

Nella zona di partenza vi erano i carceres che accoglievano i cavalli con i cocchi pronti a correre, erano posti in obliquo sul lato corto dell’edificio col compito di far partire e allineare tutti i corridori. In questa zona vi era una porta dalla quale entrava la pompa circensis e altre due porte di servizio. Sopra vi era la terrazza dove i magistrati e le autorità davano inizio ai giochi e guardavano le gare. Vi era poi la spina usata come divisorio del campo. Questa era riccamente decorata da edicole, statue, piccoli templi insieme a uova e delfini che servivano per contare i giri delle corse. Erano eretti due obelischi tra cui quello di Ramses II chiamato flaminio, poi spostato durante il Rinascimento per volere di papa Sisto V e oggi ammirabile in Piazza del Popolo. Alle estremità erano poste le mete semicircolari dove i carri dovevano girare e iniziare il percorso a ritroso. A metà della pista vi era una porta per far uscire i carri nel caso fossero stati danneggiati per colpa dei frequenti incidenti.

Sia nel Circo di Roma sia in quello di Milano, ad oggi è possibile vedere delle torri che danno ai complessi l’aspetto di un forte. Queste sicuramente furono riutilizzate in epoca medievale come torri di guardia o campanili, ma originariamente erano punti di normale osservazione.

Diversi restauri vennero effettuati per via dei diversi crolli ed incendi. Sicuramente uno ad opera di Augusto che vi aggiunse l’obelisco. Sotto Tiberio e Nerone ce ne furono altri, ma quello più importante fu l’aggiunta al centro del lato curvo del monumentale arco di Tito nell’81 d.C.; voluto per festeggiare la vittoria sui giudei e la distruzione di Gerusalemme. Alcuni importanti resti dell’attico e della trabeazione in marmo lunense, insieme a plinti e alla base di una colonna, sono stati ritrovati durante i lavori di restauro iniziati nel 2015.

Dopo un grave incendio scoppiato sotto Domiziano, i lavori finirono sotto Traiano che lo rese efficiente fino a quando l’edificio cadde in disuso durante il VI secolo d.C.

Bibliografia

📖 Circo Massimo. Architetture, funzioni, culti, ideologia, F. Marcatilli, Roma, L’Erma di Bretschneider, 2009.
📖 Un frammento dell’arco di Tito al Circo Massimo, E. La Rocca, Roma, Fratelli Palombi, 1974.

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