I canti religiosi persiani: le Ghātā

La musica della civiltà persiana risente molto dell’influenza della cultura musicale della Mesopotamia, influenza dovuta principalmente a due fattori: la vicinanza geografica fra impero persiano e impero Assiro – Babilonese, e la conquista di quest’ultimo da parte dei persiani nel 583 a.C.

In Persia la musica, come arte da un lato e scienza da l’altro, è sempre stata oggetto di studio, rivestendo un ruolo di particolare importanza all’interno dell’antica religione persiana, lo Zoroastrismo . Erodoto nelle sue Storie scrive: “i persiani per donare il loro Dio non praticano il sacrificio, non accendono il fuoco sacro e non spargevano il vino sulle tombe, però uno dei loro sacerdoti cantava un inno religioso”.

Oggi sappiamo con certezza che questi canti religiosi non sono altro che inni di Zarathuštra, le Gāthā. Con il termine gāthā si indicano i cinque canti religiosi che risultano essere la parte più antica dell’ Avestā (“Il Fondamentale” o “Il Comandamento” di Zarathuštra), l’insieme dei libri sacri della religione zoroastriana, probabilmente risalenti almeno agli inizi del primo millennio a.C., e che vengono direttamente attribuiti al profeta iranico Zarathuštra.

Le gāthā zarathuštriane raccolgono in totale diciassette inni (hātì), e si dividono in:

  • Ahunavaitī Gāthā, Canto del Signore);
  • Uštavaitī Gāthā, Canto della Felicità: “Felicità sia per colui che procura felicità al suo prossimo”;
  • Pentāmainyu Gāthā, Canto dello Spirito Santo del Bene;
  • Vohukšathrā Gāthā,Canto del buon dominio;
  • Vahištōišti Gāthā, Canto del miglior Desiderio.

Questi erano scritti in una lingua più arcaica rispetto i precedenti e rappresenta la parte più antica ed importante di tutto l’Avestā, quella che tratta della rivelazione ricevuta da Zarathuštra. Le gāthā di Zarathuštra delineano il profeta iranico come un sacerdote (zaotar) che, ad un certo punto della sua esistenza, ricevette delle rivelazioni dal dio Ahura Mazdā, che si presentò a lui come l’unico dio e che gli comandò di diffonderle al mondo.

Le antiche gāthā ci narrano del profondo capovolgimento religioso compiuto da Zarathuštra, e del suo tentativo di diffondere la nuova dottrina di Ahura Mazdā presso la sua comunità; ma il mondo di Zarathuštra rifiutò di accogliere tali rivelazioni, e il profeta fu costretto a fuggire dalla sua terra natale con la sua famiglia e a rifugiarsi in Battria, terra situata nel Nord dell’odierno Afghanistan.

Bibliografia

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