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Glossario del Restauro2020-02-25T13:27:20+00:00

A

ARRICCIO
Strato di intonaco, solitamente composto da inerti di dimensioni maggiori rispetto rispetto allo/gli strato/i di intonaco successivo/i.

B

C

CARBONATAZIONE
Reazione chimica che porta la calce a ricomporre carbonato di calcio, inglobando gli inerti dell’intonaco.

CARTONE DA RIPORTO
Tecnica alternativa allo spolvero. La carta disegnata veniva fatta aderire all’intonaco ancora fresco e si passava la punta del manico di un pennello sulle linee del disegno, segnando così l’intonaco sottostante. Questa tecnica è facilmente individuabile dalle “incisioni indirette” che seguono le figure.

COLLA DI CONIGLIO
Si tratta della colla più comunemente usata prima dell’arrivo delle resine artificiali. La produzione sfrutta la denaturazione delle proteine delle pelli tramite l’ammollo delle stesse in acqua calda. Si produce così una sostanza colloide e reversibile.

COLLA FORTE
Per la sua produzione ed il suo carattere reversibile non è dissimile dalla colla di coniglio. Le differenze stanno nella materia prima (cartilagini dei grossi animali da stalla) e il potere adesivo, decisamente più importante.

CRETTATURA
Insieme di finissime fratture nella pellicola pittorica di un dipinto. Questo degrado dello strato pittorico è solitamente dato da un’anomala essiccazione della pellicola o da una eccessiva quantità di legante o vernice.

D

E

ENCAUSTO
Tecnica pittorica di epoca classica. Plinio e Vitruvio descrivono questa tecnica asserendo che i colori venissero miscelati ad una tempera e alla cera d’api. Sebbene vi siano quindi fonti importanti e un tentativo (mal riuscito) di Leonardo nel riprodurla, vi sono tutt’ora dubbi che questa tecnica venisse concretamente messa in pratica.

F

G

GIORNATA LAVORATIVA
Nei dipinti ad affresco il colore non ha un legante proprio, il pigmento viene stemperato in acqua e poi portato direttamente sulla superficie del muro. L’unico legante è quindi la calce dell’intonaco. Per legare il pigmento alla parete è necessario perciò che l’intonaco sia ancora fresco, il pittore quindi intonaca piccole aree alla volta sulle quali dipingerà immediatamente. Solo dopo aver dipinto intonacherà una seconda zona e così via.

GRASSELLO o CALCE AEREA
Idrossido di calcio che, a contatto con l’aria, carbonata, quindi acquista CO2 e perde H2O formando CaCO3, molecola fondamentale delle rocce carbonatiche.

I

INTONACHINO
Ultimo strato di intonaco prima della pellicola pittorica. L’intonachino è caratterizzato da inerti molto fini e diversi tipi di lavorazione superficiale, che possono variare dal periodo o dall’effetto ricercato dall’artista.

L

LEGANTE IDRAULICO
Questo tipo di leganti è utilizzato per i supporti murali e hanno la capacità di carbonatare in assenza di aria e di resistere molto bene all’acqua una volta carbonatati. Per queste caratteristiche vengono principalmente utilizzati dove le murature sono costantemente a contatto con l’acqua. I più comuni sono la calce idraulica, il cocciopesto e la pozzolana.

M

N

O

P

PATRONI
Tecnica per riportare su parete le sagome delle figure disegnate su carta. In primis si disegnava su un cartone una figura, questa veniva poi ritagliata e successivamente posata sul muro. Per riportare il disegno si seguiva la sagoma del cartone con un pennello o, in caso di affresco, con un attrezzo sottile che andava a incidere il muro. Durante l’ultimo restauro sono stati trovati alcuni patroni nascosti nelle buche pontaie della Basilica Superiore di Assisi.

PICCHETTATURE
Solchi sugli intonaci creati tramite piccoli picconi o martelli. La loro funzione era quella di rendere scabrosa una superficie liscia. Procedimento fondamentale per garantire una miglior presa di un nuovo strato di intonaco.

Q

R

S

SINOPIA
Disegno preparatorio usato nei dipinti a fresco e nei mosaici. La sinopia veniva prodotta sull’arriccio, e poi ricoperta, secondo le giornate lavorative, dall’intonachino. Il nome deriva dal pigmento bruno utilizzato, proveniente dalla città di Sinope, sul Mar Nero.

SPOLVERO
Tecnica utilizzata per riportare su parete un disegno su carta. La carta veniva bucherellata in corrispondenza delle linee del disegno, veniva adagiata sul muro, e vi si batteva sopra un sacchettino contenente pigmento. Il pigmento passava quindi attraverso il tessuto del sacchetto, attraverso il buco della carta e segnava quindi la parete. Tale tecnica è talvolta individuabile dai puntini lasciati tra una figura e l’altra del dipinto.

STACCO
Tecnica di estrazione di dipinti murali. Si definisce stacco quando insieme alla pellicola pittorica viene estratto parte, o la totalità, dell’intonaco. Viene definito invece “a massello” quando si rimuove anche il supporto murario sottostante al dipinto.

STRAPPO
Lo strappo di un dipinto murale consiste nell’asportazione della pellicola pittorica, che verrà poi fissata ad una tela. Per far questo si incolla al dipinto una tela, una volta asciutta la colla si strappa dalla parete la tela (che avrà portato con sé la pellicola pittorica) e, grazie all’utilizzo di alcuni escamotage, si riporta il dipinto su di una nuova tela.

T

U

V

Z