Gli Arsenali Medicei di Pisa

Le navi recuperate nello scavo dell’antico punto d’incrocio dell’Auser romano, con il fiume Sarchio, sono alloggiate negli Arsenali Medicei, voluti da Cosimo I (1537-1574).

Per definizione, l’arsenale è uno stabilimento adibito per la costruzione, la manutenzione e la riparazione delle imbarcazioni, nonché per gli oggetti, anche di natura militare, destinati al naviglio.

L’edificio mediceo constava di otto navate realizzate con archi poggianti su pilastri, con tetto a doppio spiovente su capriata lignea. Confinava da una parte con il complesso monastico di San Vito e dall’altra presentava una navata minore, andata distrutta nel 1945.

A metà del XVIII secolo gli arsenali cambiarono la destinazione d’uso, trasformandosi in Caserma di Cavalleria, ospitando la cavalleria Lorenese, il reggimento dei Dragoni. Successivamente, il monastero fu inglobato nella caserma, trasformandosi nel centro di produzione ippica dello Stato Sabaudo ai tempi dell’Unità d’Italia, rimasta attiva fino al 1965, quando gli arsenali furono dati in concessione all’Esercito Italiano.

In questi arsenali, testimonianza importante della Storia pisana, il museo racconta le vicende della Pisa Antica, dall’origine alla tarda antichità, e delle tecniche navale antica attraverso l’esposizione delle navi che, attraverso l’esibizione dei carichi, permette di affrontare tematiche legate all’orientamento nella navigazione, al vasellame utilizzato in cucina, all’aspetto socio-economico.

Di particolare importanza è l’anfora Kapitan 1, diffusa in tutto il bacino mediterraneo tra la fine del I avanti al II secolo dopo C., in quanto presenta un’infiaschettatura in corda sul collo, al di sotto del tappo in sughero, ricoperto di tela.

La rilevanza del museo è data dalla varietà tipologica delle imbarcazioni esposte, soprattutto ai tipi navali utilizzati per la navigazione in acque interne, nonché per il carico e l’attrezzatura navale e gli oggetti personali che hanno aiutato a ricostruire la vita portuale e di bordo. I reperti rinvenuti nelle imbarcazioni, hanno permesso di ricostruire una parte importante della Storia della città di Pisa nonché dei singoli individui che hanno reso possibile concretizzare il corso degli eventi.

Bibliografia

📖 CAMILLI A., Intorno ad un naufragio: tre secoli di microstoria di un’ansa fluviale, in E. Remotti, Il Bagaglio di un Marinaio,Roma, 2012.
📖 CAMILLI A., , Ambiente rinvenimenti e sequenza. Un breve riassunto aggiornato sullo scavo delle navi, in E. Remotti, Il Bagaglio di un Marinaio,Roma, 2012.
📖 CAMILLI A., SETARI E., Le navi antiche di Pisa Guida Archeologica, Mondadori Electa S.p.A.,
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📖 BURRESI M., ZAMPIERI A., Pisa allo specchio I musei e le collezioni pisane, Edizioni ETS, 2012,
Pisa.
📖 BELTRAME C., Le navi di Pisa Una questione ancora “pendente”, in L’Archeologo subacqueo Quadrimestrale di archeologia subacquea e navale, anno XVIII, n. 3 (54), Settembre – Dicembre 2012.
📖 https://www.navidipisa.it
📖 http://www.treccani.it/enciclopedia/arsenale_%28Enciclopedia-Italiana%29/

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