Accampamenti e forti romani

Alla base dell’espansione romana ci furono certamente le capacità militari dei generali e degli ufficiali, insieme ad un sistema viario e logistico molto progredito. Come abbiamo visto le strade furono basilari per gli spostamenti delle truppe, così come gli accampamenti e le caserme per accamparsi e difendersi. Questi complessi, detti castra, erano di due tipi: quelli mobili, edificati durante le campagne militari, e quelli permanenti costruiti presso i centri abitati.

Il primo era realizzato sotto la supervisione di un tribuno militare e di un centurione che sceglievano la zona più consona all’insediamento. Questa doveva essere pianeggiante, avere una riserva d’acqua per l’approvvigionamento ed una zona boschiva dove prendere la legna per costruire la palizzata e fornire materiale agli artigiani.

L’area quadrangolare veniva divisa in quartieri grazie ad un cardo e ad un decumano, da cui dipartiva un reticolato di strade minori: al centro vi erano le insegne e gli alloggi per i consoli, ovvero i comandanti in capo; dopodiché si sviluppavano quelli dei pretoriani, la guardia scelta di difesa, ed infine tutti i quartieri che ospitavano le tende dei legionari.

Indispensabile era la zona sacra dedicata ai sacrifici: si trovavano gli aruspici che guardavano il volo degli uccelli per leggere il futuro, le aquile imperiali ed il busto dell’imperatore.

La tribuna in legno serviva al comandante per parlare all’esercito e amministrare la giustizia. L’estensione variava da campagna a campagna, ma si stima che normalmente un campo fortificato potesse avere ogni lato lungo 650 metri circa, cioè quasi 2000 piedi. Ogni accampamento era progettato e realizzato sempre nella stessa maniera, i soldati avevano così modo di riconoscere sempre il proprio alloggio senza creare confusione.

Se qualcuno cercasse analogie tra la città e il forte non sarebbe in errore. Infatti, molti accampamenti con l’andar del tempo divennero stabili e si trasformarono in veri e propri centri abitati. Città come Torino, Belluno, Brescia, Firenze, Lancaster, Manchester hanno origini militari.

Solo grazie ad Augusto e alla sua riorganizzazione del sistema di difesa si crearono i forti e le fortezze permanenti. A Roma uno dei più importanti è il Castrum Praetoria, collocato tra il Viminale e l’Esquilino. Realizzato completamente in laterizio nel 23 d.C., costituisce un immenso complesso militare che ancora oggi è possibile vedere. Di forma rettangolare con i lati arrotondati, il sistema di difesa aveva quattro porte e merli su tutto il camminamento di ronda. Al centro del campo sorgeva la sede del comando, l’ospedale, l’erario, i magazzini e l’armeria.

Venne costruito per volere di Tiberio per contenere gli 800 uomini che formavano le 8 corti pretoriane istituite da Augusto a sua difesa personale. Le imponenti mura vennero agglomerate alle Mura Aureliane, per poi essere rialzate da Massenzio e dotate di torrette di controllo; la parte sud fu rimaneggiata da Onorio che la fece rinforzare con blocchi di tufo di recupero.

Bibliografia

📖 Storia completa dell’esercito romano – Adrian Goldsworthy – Logos – 2007
📖 Castra. Campi e fortezze dell’esercito romano – Giuseppe Cascarino – Il Cerchio 2010

Ti è piaciuto l'articolo?

Share on facebook
Share on twitter
Share on email

vuoi approfondire l'argomento?

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE: