59 nuovi sarcofagi in Egitto. E potrebbe essere una brutta notizia.

A inizio mese un team di archeologi in Egitto ha annunciato la scoperta di 59 sarcofaghi ancora sigillati nel sito di Saqqara, la necropoli dell’antica città di Menfi, a sud del Cairo.

Ma la notizia non si ferma qui, pare, secondo il ministro del turismo e delle antichità d’Egitto, che questi sarcofaghi possano essere solo uno dei primi ritrovamenti del sito, c’è quindi da aspettarsi nel prossimo futuro altri annunci da Saqqara.

E come tutto ciò potrebbe essere una brutta notizia?

Se il ritrovamento ed il rinvenimento di beni antichi sia sempre un guadagno dal punto di visto culturale, è anche vero che esso sia l’inizio di una fase di rischio molto elevata per il bene storico. 

Prendendo il caso dei sarcofaghi, ad esempio, dobbiamo immaginarci un oggetto composto da differenti materiali tutti legati fra loro: vedi il legno, i tessuti, le colle organiche, le fibre vegetali, le pellicole pittoriche, e che, per di più, ospita un cadavere. Bene, questo complesso di materiali si è conservato per migliaia di anni in un ambiente le cui condizioni termoigrometriche e di luce non sono praticamente mai cambiate, fino al giorno del suo rinvenimento, in cui nel giro di un battito di ciglia, se confrontato alla totalità della sua esistenza, si ritrova in ambienti molto più umidi, caldi ed illuminati dal sole, tutto ciò causerà in primis una deformazione nei materiali; ad esempio, le assi di legno si espanderanno a causa dell’umidità, il che creerà delle tensioni nei punti di ancoraggio con le altre assi, creando così delle fessurazioni. E se su questo legno ci fosse dipinto qualcosa? Non è detto che la pellicola pittorica si espanda allo stesso modo e se così non fosse potrebbe distaccarsi dal supporto.

Insomma, senza voler essere tragici, quando si fanno degli scavi archeologici è importante quindi prendere delle precauzioni. In questo senso non fa molto ben sperare il video della conferenza stampa a Saqqara, dove sotto ad un gazebo affollato di giornalisti, curiosi e bambini si è aperto un sarcofago da personale non sempre attento nell’uso di mascherine e guanti.

 

C’è inoltre un secondo fattore molto importante da considerare: i batteri.

È stato notato come alcuni batteri siano in grado, in ambienti sfavorevoli alla vita, di entrare in uno stato di quiescenza, ossia di sospensione delle attività vitali, che però possono essere immediatamente riattivate quando le condizioni ambientali tornano ad essere favorevoli. Appare quindi chiaro come questo processo sia esattamente quello che può avvenire nei rinvenimenti archeologici.

Ma i batteri possono anche essere portati dall’ambiente esterno o dalle persone. È questo il caso delle grotte di Lascaux in Francia, dette anche la Sistina della preistoria. In queste grotte vi sono dipinte scene di caccia che vengono considerate come l’inizio della storia della pittura e che si sono conservate per più di 17000 anni, fino a quando non sono state scoperte dall’uomo moderno. Da quel momento, in pochi anni, le condizioni ambientali delle grotte sono cambiate a causa dell’illuminazione e dei visitatori, di conseguenza sono proliferati attacchi biologici che hanno messo a repentaglio il sito, sino alla sua chiusura al pubblico, chiaramente osteggiata dalla politica ma richiesta a gran voce dagli studiosi.

In chiusura, vorrei sottolineare come l’obbiettivo di questo scritto non sia quello di diffondere l’idea che non si debbano più fare scavi archeologici, bensì di informare dei loro rischi. A Pompei ed Ercolano, ad esempio, ci sarebbe ancora molto da portare alla luce ma uno dei motivi per cui non lo si fa è proprio perché si è coscienti che non si avrebbero i mezzi per tutelare le nuove scoperte, che perciò vengono lasciate dove è più facile che si mantengano indisturbate nel tempo, sotto terra.

Tornando quindi ai 59 sarcofaghi, era davvero necessario portarli alla luce tutti e 59 in una sola volta? Non sarebbe stato meglio prelevarne inizialmente solo alcuni da analizzare?

O lo si sarà fatto per attrarre turisti nel paese e creare un po’ di rumore attorno al nuovissimo ed enorme Grand Egyptian Museum che aprirà fra qualche mese?

Bibliografia

💻 https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2020/10/03/egitto-scoperti-59-sarcofagi-in-legno-di-2.500-anni-fa_2835b084-59da-4464-adee-cd4c25e50c61.html
💻 https://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_01/grotte_Lascux_chiuse_pittura_neolitico_8099cf24-b85b-11dc-bd8b-0003ba99c667.shtml
📖 La biologia nel restauro – Giulia Caneva, M. P. Nugari, O. Salvadori – Nardini Editore – 1994

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